FEDE E RELIGIONI - 18 febbraio 2026, 08:00

Il cardinale Parolin: la Santa Sede non parteciperà al Board of Peace

l segretario di Stato risponde alle domande dei giornalisti a margine della cerimonia a Palazzo Borromeo per l’anniversario dei Patti Lateranensi. «Una preoccupazione è che, a livello internazionale, sia soprattutto l’Onu a gestire queste situazioni di crisi». Pessimismo sulla guerra in Ucraina, a quasi quattro anni dallo scoppio del conflitto: «Si spera che questi dialoghi possano produrre qualche progresso, ma non sembra ci siano molte speranze e attese»

Il cardinale Parolin: la Santa Sede non parteciperà al Board of Peace

La Santa Sede «non parteciperà al Board of Peace per la sua particolare natura, che non è evidentemente quella degli altri Stati». È la posizione espressa dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, a margine del bilaterale a Roma con il Governo italiano, a Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, in occasione della ricorrenza della firma dei Patti Lateranensi. Presente all’incontro anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Alle domande dei giornalisti sul fatto che l’Italia parteciperà come osservatore al Board of Peace, Parolin ha fatto notare che «ci sono punti che lasciano un po’ perplessi. Ci sono alcuni punti critici che avrebbero bisogno di trovare delle spiegazioni. La cosa importante – ha aggiunto il cardinale – è che si stia tentando di dare una risposta. Però, per noi, ci sono alcune criticità che dovrebbero essere risolte».

«Una preoccupazione», ha spiegato il porporato, «è che a livello internazionale sia soprattutto l’Organizzazione delle Nazioni Unite a gestire queste situazioni di crisi. Questo è uno dei punti su cui abbiamo insistito».

Preoccupazione che il cardinale Parolin ha espresso anche in merito alla guerra in Ucraina, a pochi giorni dal quarto anniversario dello scoppio del conflitto. Un anniversario accompagnato da pesanti bombardamenti contro le infrastrutture energetiche di Kyiv e di altre città.

Per il cardinale, «sull’Ucraina c’è parecchio pessimismo. Da entrambe le parti non ci sembra che ci siano progressi reali per quanto riguarda la pace ed è tragico che, dopo quattro anni, ci si trovi ancora a questo punto. Si spera che questi dialoghi possano produrre qualche progresso, ma mi pare che non ci siano molte speranze e molte attese».

Il segretario di Stato vaticano ha parlato inoltre di buoni rapporti con il Governo italiano, sottolineando che durante il bilaterale «c’è stato soprattutto un ringraziamento» da parte della Santa Sede «per l’attenzione che il Governo ha prestato a tante tematiche che stanno a cuore alla Chiesa, soprattutto tematiche di natura sociale».

Tra queste, Parolin ha citato «i provvedimenti e le provvigioni per la famiglia, il tema dell’educazione, il tema della disabilità, il tema delle carceri: tematiche su cui ci sono tavoli di lavoro che riguardano più direttamente la Conferenza Episcopale Italiana e sui quali sono stati fatti dei passi avanti».

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