C’è una solidarietà che non cerca riflettori, che non si consuma in slogan o post sui social. È una solidarietà fatta di presenza, di tempo donato, di mani che lavorano nell’ombra. È quella degli alpini valdostani, che ancora una volta hanno dimostrato come il loro storico motto – “ricordiamo i morti aiutando i vivi” – non sia una frase da cerimonia, ma una pratica quotidiana.
Mercoledì 18 febbraio, nella sede dell’Associazione Nazionale Alpini Valle d'Aosta a Villa Brezzi, si è svolta la cerimonia di consegna dei fondi raccolti durante l’edizione 2025/26 del Marché Vert Noël. Quarantasette giorni di presenza costante, animati dall’impegno di oltre settanta gruppi alpini sparsi sul territorio regionale. Un lavoro silenzioso ma instancabile che ha permesso di raccogliere complessivamente 33.020 euro, divisi equamente tra due realtà che ogni giorno operano sul fronte più fragile della nostra comunità.
Sedicimilacinquecentodieci euro sono stati destinati al Banco Alimentare per la Valle d'Aosta, che nel solo 2025 ha sostenuto 1.219 persone in condizione di grave deprivazione, distribuendo oltre 31 tonnellate di alimenti. Numeri che raccontano una povertà spesso invisibile, ma anche una rete di aiuto concreta, capillare, che senza il sostegno di iniziative come questa farebbe molta più fatica a reggere.
L’altra metà della somma è andata all’Associazione Albero di Zaccheo, impegnata nel progetto Casa Zaccheo: la ristrutturazione di due edifici storici abbandonati a pochi minuti da Aosta, destinati a diventare spazi di accoglienza, socialità e comunità. Un’idea semplice e potentissima insieme: sottrarre luoghi al degrado per restituirli alle persone, trasformandoli in presìdi di inclusione e relazioni.
Qui sta il valore profondo dell’iniziativa degli alpini. Non una beneficenza astratta, ma un investimento sociale che guarda al presente e al futuro della Valle d’Aosta. Un modo concreto di tenere insieme memoria, territorio e responsabilità collettiva. In un tempo in cui troppo spesso la solidarietà viene delegata o burocratizzata, gli alpini scelgono ancora una volta la strada più impegnativa: esserci, metterci la faccia, fare.
Il ringraziamento dell’ANA e dell’Amministrazione comunale a volontari e cittadini non è solo formale. È il riconoscimento di un gesto che parla a tutta la comunità valdostana: la solidarietà non è un concetto astratto, ma uno strumento reale di coesione sociale. E quando passa attraverso mani esperte e cuori ostinati come quelli degli alpini, diventa un esempio difficile da ignorare.





