Info consumatori - 16 febbraio 2026, 12:03

Dazi sui piccoli pacchi, via libera del Consiglio europeo: 3 euro dal 1° luglio 2026

Via libera definitivo alle nuove norme sui dazi doganali per i piccoli pacchi di valore inferiore a 150 euro. L’importo sarà di 3 euro per “ciascuna categoria di articoli” contenuta in un pacco

Dazi sui piccoli pacchi, via libera del Consiglio europeo: 3 euro dal 1° luglio 2026

Dal 1° luglio 2026 al 1° luglio 2028 un dazio doganale forfettario provvisorio di 3 euro sarà applicato “a ciascuna categoria di articoli” contenuta in un piccolo pacco in ingresso nell’Ue. Successivamente, una volta operativo il nuovo hub di dati doganali dell’Unione europea, il dazio provvisorio sarà sostituito dalle normali tariffe doganali.

L’accordo abolisce dunque l’esenzione doganale sui pacchi di valore inferiore a 150 euro in ingresso nell’Ue e le tariffe inizieranno ad applicarsi a tutte le merci una volta completata la riforma doganale.

Le nuove norme – spiega una nota – rispondono al fatto che tali pacchi attualmente entrano nell’Ue in esenzione da dazi, creando concorrenza sleale per i venditori europei.

Attenzione però: sul singolo pacco il dazio potrà anche essere superiore a 3 euro.

Il Consiglio spiega infatti che fino al 2028, quando dovrebbe diventare operativa la riforma doganale, “gli Stati membri dell’Ue hanno concordato di introdurre un dazio doganale forfettario provvisorio di 3 euro sugli articoli contenuti in piccoli pacchi di valore inferiore a 150 euro spediti direttamente ai consumatori nell’Ue. Dal 1° luglio 2026 il dazio sarà applicato a ciascuna categoria di articoli, identificati dalle rispettive sottovoci tariffarie, contenuti in un pacco”.

E così, secondo l’esempio fornito dallo stesso Consiglio, se un pacco contiene una camicetta di seta e due camicette di lana, “a causa delle diverse sottovoci tariffarie il pacco contiene due articoli distinti e si dovranno pagare 6 euro di dazi doganali”.

Il Consiglio, spiega ancora la nota, sta lavorando alla riforma del sistema doganale “per consentirgli di far fronte alla notevole pressione derivante dall’aumento dei flussi commerciali, dalla frammentazione dei sistemi nazionali, dalla rapida ascesa del commercio elettronico e dalle mutevoli realtà geopolitiche”.

L’abolizione delle deroghe sui pacchi extra-Ue di piccolo importo dovrebbe contrastare la diffusione della moda ultra fast e limitare l’arrivo sul mercato europeo di prodotti a bassissimo costo. Secondo la Commissione europea, lo scorso anno circa 4,6 miliardi di spedizioni di basso valore – vale a dire merci con un valore non superiore a 150 euro – sono entrate nel mercato dell’Ue, per un totale di 12 milioni di pacchi al giorno. È il doppio rispetto al 2023 (2,4 miliardi) e il triplo rispetto al 2022 (1,4 miliardi). Il 91% delle piccole spedizioni proviene dalla Cina.

Con la tassa da 3 euro sui pacchi sotto i 150 euro di valore, i consumatori europei andranno incontro a una maggiore spesa stimata in circa 14 miliardi di euro all’anno, considerato l’attuale volume delle spedizioni verso i Paesi Ue.

In Italia c’è poi la tassa da 2 euro sui piccoli pacchi prevista dal Governo, che dovrebbe essere rinviata attraverso il Milleproroghe proprio per allinearsi alle disposizioni europee che scatteranno a luglio.

Bruno albertinelli

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