C’è un dato che pesa più di tutti: sempre più persone, anche nella nostra regione, rinunciano a curarsi. Non per scelta, ma per necessità. Tra bollette, affitti e spese quotidiane, il farmaco diventa una voce sacrificabile. Si rimanda, si spezza la terapia, si spera che passi da solo. È la povertà sanitaria, silenziosa e crescente.
In questo contesto la Settimana della Raccolta del Farmaco non è solo una campagna solidale. È una risposta civile. È il tentativo di ricucire uno strappo che si sta allargando tra chi può permettersi di curarsi e chi no.
Il cuore dell’iniziativa sono i volontari. Persone comuni che in questi giorni si alternano davanti alle farmacie aderenti, spiegano, sorridono, invitano a donare un medicinale da banco. Non chiedono soldi, non fanno retorica. Raccontano una realtà concreta: famiglie con bambini che non riescono ad acquistare uno sciroppo per la febbre, anziani che tagliano le dosi per far durare di più una terapia, lavoratori precari che rinviano cure dentistiche o farmaci per patologie croniche.
Il volontariato, in questo caso, non è assistenzialismo. È prossimità. È guardare negli occhi chi entra in farmacia e ricordargli che, con un piccolo gesto, può diventare parte di una rete di sostegno. Una confezione di antipiretici, un antinfiammatorio, un prodotto pediatrico: per chi dona è una spesa contenuta; per chi riceve può essere la differenza tra curarsi o no.
Le farmacie che aderiscono diventano presìdi di solidarietà. Il farmacista non è solo un professionista sanitario, ma un intermediario sociale: orienta le donazioni in base ai bisogni segnalati dagli enti assistenziali, garantisce appropriatezza, tutela la dignità di chi riceverà quei medicinali. Tutto passa attraverso una filiera trasparente e organizzata, coordinata dalla Fondazione Banco Farmaceutico, che raccoglie e distribuisce i farmaci agli enti caritativi convenzionati.
E qui sta il punto, Piero: in una fase storica in cui si parla tanto di diritti, il diritto alla salute rischia di diventare teorico se non è accompagnato da strumenti concreti. Il volontariato non sostituisce lo Stato, ma interviene dove le crepe si fanno più evidenti. È una toppa? Forse. Ma è una toppa che scalda.
La Valle d’Aosta, piccola comunità, ha sempre dimostrato di saper reagire con spirito solidale nei momenti difficili. Questa settimana è un banco di prova anche per noi. Perché la povertà non è solo altrove. È accanto, spesso invisibile. E donare un farmaco significa riconoscerla e scegliere di non voltarsi dall’altra parte.
In tempi di incertezza economica, il volontariato diventa un gesto politico nel senso più alto del termine: prendersi cura della comunità. E farlo adesso, quando sempre più persone sono costrette a rinunciare alle cure, è un atto che vale doppio.
L’adesione delle farmacie valdostane è fondamentale per la riuscita dell’iniziativa, che non è solo raccolta di medicinali ma segno di comunità e gratuità: un gesto semplice ma essenziale per garantire cure e dignità a chi è in difficoltà economica. Il ruolo dei farmacisti, insieme a quello dei volontari del Banco Farmaceutico, è quello di informare i cittadini e indirizzare le donazioni verso le categorie di farmaci più richieste dalle associazioni assistenziali.
Farmacie valdostane aderenti alla Settimana della Raccolta del Farmaco
Ecco alcune delle farmacie della Valle d’Aosta che partecipano all’iniziativa e dove puoi recarti per fare una donazione:
Farmacia Comunale 1 – Corso Battaglione Aosta, Aosta
Farmacia Comunale 2 – Corso Ivrea, Aosta
Municipal Pharmacy 4 – Via Carlo Alberto dalla Chiesa, Aosta
Farmacia Dr. Max – Viale F. Chabod, Aosta
Farmacia De Tillier - Farmagorà – Via Jean Baptiste de Tillier, Aosta
Farmacia Comunale 3 – Viale Conte Crotti, Aosta
Farmacia Centrale dott Detragiache – Piazza Émile Chanoux, Aosta
Farmacia Moderna – Via Torino, Aosta
Farmacia di Gressan – Frazione Chez le Ru, Gressan
Farmacia di Quart delle Dott.sse Devoti e Bambace – Località Bas Villair, Quart
Farmacia Envers – Frazione Pont Suaz, Charvensod
Farmacia Comunale – Le Château, Gignod
Passa in farmacia, porta un medicinale da banco non scaduto e contribuisci a sostenere chi è in difficoltà: un piccolo gesto, ma che per moltissime persone può fare la differenza.





