Consiglio Valle Comuni - 03 febbraio 2026, 08:17

Separazione delle carriere, Aggravi spiega il suo Sì

In un intervento pubblicato nella sua rubrica social “I miei aggiornamenti del mese”, il presidente del Consiglio Valle Stefano Aggravi chiarisce le ragioni della sua adesione al Comitato SiSepara, promosso dalla Fondazione Luigi Einaudi, in vista del referendum sulla separazione delle carriere in magistratura. Una presa di posizione rivendicata come coerente e non contingente

Stefano Aggravi, presidente del Consiglio Valle

Stefano Aggravi, presidente del Consiglio Valle

Non uno slogan, ma una spiegazione articolata. Stefano Aggravi, presidente del Consiglio regionale della Valle d’Aosta, ha scelto la sua rubrica social “I miei aggiornamenti del mese” per chiarire pubblicamente le ragioni della sua adesione al Comitato SiSepara, promosso dalla Fondazione Luigi Einaudi, a sostegno del Sì al prossimo referendum sulla separazione delle carriere in magistratura.

Una scelta che Aggravi colloca dentro un percorso di coerenza personale e politica, più che dentro l’attualità contingente della campagna referendaria. “Separare per garantire”, esordisce, spiegando di aver aderito al Comitato già lo scorso novembre. “Non si tratta di una scelta contingente”, precisa, ricordando come in altre consultazioni referendarie sullo stesso tema avesse già sostenuto la necessità di una distinzione netta tra funzione requirente e funzione giudicante.

Nel suo ragionamento, la separazione delle carriere viene presentata come una questione di assetto istituzionale e di principi, non come una bandiera politica del momento. “È una posizione che rivendico per coerenza, prima ancora che per convinzione politica”, scrive, richiamando una linea di continuità nel tempo.

Aggravi richiama anche la storia dell’ordinamento italiano, sostenendo che l’unificazione delle carriere non sia nata per rafforzare le garanzie del cittadino, ma all’interno di un’impostazione statuale di segno opposto. “La storia italiana mostra come l’unificazione delle carriere non nasca per rafforzare le garanzie, al contrario all’interno di una visione autoritaria dello Stato”, osserva, ribaltando una lettura spesso data per scontata nel dibattito pubblico.

Da qui l’argomento centrale del suo intervento: separare oggi, secondo Aggravi, significherebbe rafforzare lo Stato di diritto e la chiarezza dei ruoli. “Separarle oggi significa, al contrario, tutelare lo Stato di diritto, rendere più chiari i ruoli e rafforzare la credibilità del principio del giusto processo”.

Nel testo non manca una precisazione rivolta a chi teme che la separazione possa incidere sull’autonomia della magistratura. Il presidente del Consiglio Valle respinge questa lettura, sottolineando che la sua posizione non è indirizzata contro singoli soggetti o contro l’ordine giudiziario. “Non è una scelta contro qualcuno, né una messa in discussione dell’autonomia della magistratura”, chiarisce.

Il punto, nella sua visione, è l’equilibrio complessivo tra i poteri dello Stato e la leggibilità delle istituzioni per i cittadini. “È una scelta a favore dell’equilibrio dei poteri e della qualità delle nostre istituzioni”, scrive, chiudendo con un richiamo al tema delle libertà. “Perché le libertà si difendono anche così: con regole chiare, responsabilità distinte e istituzioni più leggibili”.

Un intervento che contribuisce ad alimentare il confronto sul referendum ormai alle porte, portando nel dibattito pubblico una posizione motivata e strutturata. Al di là delle diverse sensibilità sul tema, la scelta di Aggravi si inserisce in una discussione più ampia sul funzionamento della giustizia e sugli equilibri istituzionali, che il referendum chiamerà gli elettori a valutare.

pi.mi.

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