FEDE E RELIGIONI - 30 gennaio 2026, 18:00

Almanach de samedi 31 janvier saint Jean Bosco

Non debbo poi far passare il primo mese dell'anno senza portare alla tua anima, o mia carissima figliuola, il saluto della mia ed assicurarti sempre più dell'affetto che il mio cuore nutre per il tuo, al quale non cesso mai di desiderare ogni sorta di benedizione e di felicità spirituale. Ma, mia buona figliuola, cotesto tuo povero cuore io te lo raccomando vivamente: abbi cura di renderlo di giorno in giorno grato sempre più al nostro dolcissimo Salvatore, e fare in modo che il presente anno sia più fertile di quello scorso in buone opere, giacché a misura che gli anni scorrono e che l'eternità si appressa, bisogna raddoppiare il coraggio ed innalzare il nostro spirito a Dio, servendolo con maggior diligenza in tutto ciò che la nostra vocazione e professione cristiana ci obbliga. (san Pio da Pietrelcina)

Almanach de samedi 31 janvier saint Jean Bosco

Gli impegni del Vescovo di Aosta mons. Franco Lovignana

Domenica 1° febbraio
Cattedrale – ore 10.30: S. Messa per le Cresime degli Adulti e per la 48ª Giornata nazionale per la vita.

Lunedì 2 febbraio
Vescovado – mattino: Udienze.
Cattedrale – ore 18.00: S. Messa per la Festa della Presentazione del Signore e 30ª Giornata Mondiale della Vita consacrata.

Martedì 3 febbraio
Roma – ore 9.00–17.00: Riunione del Comitato CEI per la valutazione dei progetti di intervento a favore dei beni culturali ecclesiastici e dell’edilizia di culto.

Mercoledì 4 febbraio
Chiesa di Santa Croce e Casa parrocchiale della Cattedrale – ore 18.00: S. Messa e incontro con il Consiglio pastorale di Unità parrocchiale Cattedrale – Saint-Étienne.

Giovedì 5 febbraio
Vescovado – mattino e pomeriggio: Udienze.

Venerdì 6 febbraio
Chiesa e casa parrocchiale di Challand-Saint-Anselme – ore 18.15: S. Messa e incontro con il Consiglio pastorale di Unità parrocchiale Brusson, Challand-Saint-Anselme e Challand-Saint-Victor.

Sabato 7 febbraio
Châtillon, Chiesa Istituto Don Bosco – ore 11.30: S. Messa per la festa di San Giovanni Bosco.
Aosta, Oratorio San Filippo Neri – ore 15.00: Visita al cantiere.

Domenica 8 febbraio
Santuario dell’Immacolata – ore 14.30: Rosario e S. Messa per la celebrazione diocesana della Giornata del Malato.
Vescovado – ore 16.30: Incontro con l’Ordinario militare, mons. Gianfranco Saba, e Superiori e Seminaristi dell’Ordinariato militare.

Lunedì 9 – venerdì 13 febbraio
Loreto: Esercizi spirituali del clero diocesano.

Sabato 14 febbraio
Cattedrale – Pont Suaz – ore 6.00: Pellegrinaggio mensile a N.-D. de Pitié.
Seminario – mattino: Partecipazione al percorso per accoliti e ministri straordinari dell’Eucaristia.

Lunedì 16 febbraio
Saint-Martin-de-Corléans – ore 19.00: Celebrazione dei Vespri e incontro con la Comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

La Chiesa celebra  San Giovanni Bosco Sacerdote

Giovanni Bosco aveva appena nove anni (era nato il 16 agosto 1815 a Castelnuovo d'Asti, oggi Castelnuovo Don Bosco) quando ebbe il sogno che gli indicò la sua strada: in un cortile, in mezzo a un gruppo di ragazzi, vide prima Gesù e poi la Madonna, attorniata a bestie feroci poi trasformate in agnelli. Da quel momento Giovanni divenne per i suoi coetanei un apostolo in grado di affascinarli con il gioco e la gioiosa compagnia, ma anche di farli crescere nella fede con la preghiera. Divenne sacerdote nel 1841 e nello stesso anno di fatto iniziò l'opera che poi diventò la Società Salesiana, fondata nel 1854. Nel 1872, con santa Maria Domenica Mazzarello (1837-1881), fondò l'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Morì nel 1888.

Il sole sorge alle ore 8,00 e tramonta alle ore 17,26

«La guerra è sempre una sconfitta dell’umanità: non costruisce il futuro, lo divora. La pace, invece, è un atto di coraggio quotidiano, che chiede giustizia, ascolto e responsabilità.»
(Papa Leone XIV)
È una frase che colpisce perché rovescia la retorica muscolare della guerra: niente eroismi, niente vittorie, solo macerie umane e politiche. Leone XIV insiste su un punto scomodo ma decisivo: la pace non è passività né buonismo, ma scelta faticosa e concreta, che chiama in causa governi, popoli e coscienze. In tempi di riarmo linguistico prima ancora che militare, è un richiamo che suona quasi controcorrente — e proprio per questo necessario.

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