FEDE E RELIGIONI - 29 gennaio 2026, 08:00

Leone XIV: l’orrore del genocidio non si abbatta più su alcun popolo

Al termine dell’udienza generale, il Papa ricorda la Giornata della Memoria, celebrata ieri, 27 gennaio, invocando “il dono di un mondo senza più antisemitismo”, libero da pregiudizi, oppressioni e persecuzioni, fondato “sul rispetto reciproco e sul bene comune”. Rivolge poi il suo pensiero alle popolazioni del Mozambico colpite da gravi inondazioni, che hanno causato oltre cento vittime.

Leone XIV: l’orrore del genocidio non si abbatta più su alcun popolo

Edoardo Giribaldi –VN

Chiedo all’Onnipotente il dono di un mondo senza più antisemitismo e senza più pregiudizio, oppressione e persecuzione per alcuna creatura umana. Un mondo in cui “l’orrore del genocidio” non si abbatta più su alcuna popolazione: è la società che sogna Papa Leone XIV e su cui esorta la comunità delle nazioni a vigilare, affinché essa sia fondata “sul rispetto reciproco e sul bene comune”.

Il Pontefice esprime questa preghiera prima dei saluti in lingua italiana al termine dell’udienza generale di questa mattina, 28 gennaio, nel ricordo della Giornata della Memoria, celebrata ieri.

Per l’occasione, il Papa aveva ribadito, in un post sul suo profilo X, @Pontifex, la posizione della Chiesa contro ogni forma di antisemitismo, mantenendo fedeltà alla dichiarazione Nostra Aetate e alla condanna contro “qualsiasi discriminazione o molestia per motivi etnici, di lingua, nazionalità o religione”.

Un appello ribadito anche in serata, rispondendo alle domande dei giornalisti all’uscita di Villa Barberini, la sua residenza a Castel Gandolfo, dove ha trascorso il consueto giorno settimanale di riposo e lavoro: “Lottiamo contro tutte le forme di antisemitismo”.

Il pensiero del Papa va anche alle “devastanti inondazioni” che hanno colpito il sud e il centro dell’“amato popolo” del Mozambico.

Nel saluto ai pellegrini di lingua portoghese, il Pontefice prega per le oltre 100 vittime ed esprime la sua vicinanza ai più di 100.000 sfollati, senza dimenticare quanti “offrono loro sostegno”.

Secondo quanto riferito dalle Nazioni Unite, sono oltre 500.000 le persone colpite dalle inondazioni, che hanno provocato danni estesi ad abitazioni, strutture sanitarie e infrastrutture critiche, causando gravi interruzioni alle catene di approvvigionamento.

A ciò si aggiunge la riemersione del colera: dal settembre 2025 si sono registrati circa 2.650 casi e 32 decessi, secondo l’ultimo bollettino della Direzione nazionale di sanità pubblica, che segnala come la trasmissione resti concentrata nelle province settentrionali.

Nei saluti in lingua tedesca, il Papa ricorda la memoria liturgica di san Tommaso d’Aquino, che oggi ricorre: “Con le sue opere – afferma – ci aiuta a comprendere sempre meglio la Rivelazione divina”, ed esorta a guardare al suo esempio per “cercare il volto di Dio, sperimentando la bellezza della fede”.

Nei saluti in francese invita a riflettere sulla figura del santo per comprendere meglio le Scritture, “che ha commentato con tanta sapienza, affinché possiamo capire – prosegue – quanto Dio ci ama e desidera la nostra salvezza”.

Infine, nei saluti in lingua italiana, definisce san Tommaso “un autentico maestro di vita e di santità”, rivolgendosi agli studenti: “L’intercessione di questo Santo Dottore della Chiesa ottenga per voi, cari malati, la serenità e la pace che si attingono al mistero della croce, e per voi, cari sposi novelli, la sapienza del cuore, perché compiate generosamente la vostra missione nella società”.

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