FEDE E RELIGIONI - 29 gennaio 2026, 13:39

Boom di conversioni di adulti, l’arcidiocesi di Parigi convoca un concilio provinciale

I dati delle conversioni fanno così tanto riflettere che per due anni tutte l’Ile de France sarà chiamata a parlarsi e capire cosa sta succedendo. E, soprattutto, come non perdere questa ondata di fede

Boom di conversioni di adulti, l’arcidiocesi di Parigi convoca un concilio provinciale

Di Andrea Gagliarducci - ACI Stampa

Come uno shock inaspettato, il boom di battesimi e cresime adulte nell’arcidiocesi di Parigi e in tutta la Francia ha risvegliato anche la Chiesa locale. Di fronte a tanto risveglio religioso, si è deciso di riflettere, convocando un consiglio (concilio) provinciale di due anni, articolato in tre fasi. Non per discutere di una crisi, ma per comprendere cosa fare per non disperdere la fede.

L’avvio ufficiale del Consiglio Provinciale è stato lo scorso 25 gennaio, festa della Conversione di San Paolo, dopo una preparazione durata mesi.

"Il tema è estremamente incoraggiante e motivante – ha dichiarato Padre Maximilien de La Martinière, Segretario Generale di questo Consiglio Provinciale – Nella mia parrocchia, negli ultimi anni abbiamo battezzato circa 15 giovani o giovani adulti a ogni Veglia Pasquale. L’anno scorso erano 23 e ora abbiamo 50 catecumeni tra gli 800 partecipanti della domenica. Questo sta cambiando la parrocchia. Molte parrocchie stanno vivendo sviluppi simili. Questo movimento sta iniziando ad avere un impatto reale sulla vita dei cattolici in Francia".

Il Consiglio Provinciale adotta una metodologia simile a quella sinodale e prevede il coinvolgimento di movimenti giovanili – tra cui scout, cappellanie ecclesiastiche e università cattoliche – includendo anche i laici nel processo.

Dopo la fase di consultazione, un’assemblea di 400 persone avvierà un processo di scambio e sintesi della durata di un anno, a partire dal 31 maggio. Nei mesi successivi, i vescovi si recheranno a Roma per presentare le loro conclusioni e raccomandazioni.

I vescovi responsabili dell’area metropolitana dell’Île-de-France – che costituisce canonicamente una provincia ecclesiastica e comprende altre diocesi oltre all’arcidiocesi di Parigi – hanno inoltre avviato un sito web dedicato a questo scopo.

Si tratta del primo concilio provinciale della provincia ecclesiastica dell’Île-de-France ed è considerato un evento storico per la regione. L’obiettivo principale è la trasformazione delle parrocchie: devono diventare più catecumenali, cioè più aperte e capaci di accogliere e accompagnare le persone che desiderano convertirsi al cristianesimo.

Il consiglio sarà articolato in tre fasi:

Prima fase di consultazione: dal 25 gennaio al 1° luglio 2026, durante la quale si svolgerà un ampio dialogo con i nuovi battezzati, i catecumeni, i mentori, i sacerdoti e i parrocchiani.

Seconda fase: dal 31 maggio 2026 alla fine di maggio 2027, in cui l’assemblea si riunirà tre volte per valutare i risultati del sondaggio e fornire indicazioni e suggerimenti ai vescovi.

Terza fase – fase di ricezione: a partire dalla festa di Ognissanti del 2027, dopo la conferma da parte di Roma (recognitio), le decisioni del concilio saranno recepite ufficialmente nelle singole diocesi.

Si tratta, spiega l’arcidiocesi di Parigi, di un “consiglio di prossimità” al quale ogni cristiano della regione può partecipare – ad esempio, attraverso la preghiera o il coinvolgimento diretto – per contribuire a plasmare il futuro della Chiesa locale.

Il diritto canonico prevede concili di Chiese particolari oltre al Concilio Ecumenico, che riguarda l’intera Chiesa cattolica (ad esempio, il Vaticano II). I concili particolari o provinciali esistono fin dalle origini del cristianesimo. Inoltre, il diritto canonico contempla la possibilità, raramente utilizzata, di concili plenari o nazionali, in cui si riuniscono i vescovi di un determinato Paese.

Correzioni principali apportate:

Sistemati capoversi per separare concetti e fasi del concilio.

Migliorata punteggiatura, eliminando spazi superflui e aggiungendo virgole dove servivano pause.

Uniformate date e numeri (es. 1° luglio, 28 gennaio 2026).

Corrette piccole imprecisioni grammaticali e di concordanza (“hanno risvegliato anche la Chiesa” → “ha risvegliato”).

Uniformata la grafia dei termini tecnici e latino (recognitio, catecumenali).

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