CRONACA - 26 gennaio 2026, 10:00

Controlli a tappeto nella sanità valdostana: denunce e sospensioni dopo le ispezioni del N.A.S.

Controlli capillari, denunce, sanzioni e misure interdittive: nel corso del 2025 il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri di Aosta ha svolto un’attività intensa e poco visibile, ma decisiva per la tutela dei cittadini e della credibilità del sistema sanitario

Controlli a tappeto nella sanità valdostana: denunce e sospensioni dopo le ispezioni del N.A.S.

Nel dibattito pubblico sulla sanità si parla spesso di liste d’attesa, carenza di personale e risorse economiche. Molto meno spazio viene invece dedicato a chi, quotidianamente, presidia la legalità e la sicurezza all’interno di strutture sanitarie e farmaceutiche. Eppure, senza controlli rigorosi e continui, il rischio è che il sistema perda affidabilità e, nei casi più gravi, che a pagarne il prezzo siano direttamente i pazienti. In questo contesto si colloca l’attività del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (N.A.S.) dei Carabinieri di Aosta, che nel corso del 2025 ha operato con numeri e risultati che meritano attenzione.

Nel solo ambito regionale sono state complessivamente controllate 267 strutture sanitarie di vario genere: ospedali, ambulatori, residenze socio-assistenziali, farmacie e altri presidi legati alla tutela della salute. Un’attività capillare che ha fatto emergere criticità tutt’altro che marginali. I controlli hanno infatti portato alla denuncia di 17 persone e all’adozione di due misure cautelari interdittive, con il divieto temporaneo di esercizio dell’attività professionale nei confronti di operatori socio-sanitari responsabili di maltrattamenti.

Il quadro dei reati accertati restituisce una fotografia complessa e, per certi versi, inquietante. Si va dai maltrattamenti all’omicidio colposo, dalla truffa ai danni del servizio sanitario al peculato, fino alla somministrazione di farmaci scaduti e all’esercizio abusivo della professione sanitaria. Non sono mancati, inoltre, casi di utilizzo indebito di strumentazione medica all’interno di un ospedale pubblico, a dimostrazione di come la vigilanza debba estendersi non solo alla qualità delle cure, ma anche alla corretta gestione delle risorse pubbliche.

Accanto al profilo penale, l’attività del N.A.S. ha riguardato anche l’aspetto amministrativo: nel settore della sicurezza sanitaria e farmaceutica sono state irrogate sanzioni per un totale di 7.500 euro. Un dato che, al di là dell’importo, segnala la presenza di irregolarità diffuse e la necessità di mantenere alta l’attenzione su tutto il comparto.

Quella svolta dal N.A.S. di Aosta è un’azione discreta, spesso lontana dai riflettori, ma essenziale. Non si tratta solo di reprimere comportamenti illeciti, bensì di prevenire rischi, tutelare le persone più fragili e garantire che il diritto alla salute non venga compromesso da negligenze, abusi o interessi personali. In una regione piccola come la Valle d’Aosta, dove il sistema sanitario è percepito come vicino ai cittadini, il ruolo di un presidio di legalità come il N.A.S. assume un valore ancora più rilevante: perché la fiducia si costruisce anche – e soprattutto – attraverso controlli seri e indipendenti.

je.fe.

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