ISTRUZIONE E FORMAZIONE - 24 gennaio 2026, 12:20

Aumentare il prezzo delle sigarette: una scelta educativa e di civiltà

Una proposta che unisce salute pubblica, educazione alla cittadinanza e responsabilità collettiva, chiamando in causa in modo diretto anche il ruolo della scuola

Romano Pesavento presidente CNDDU

Romano Pesavento presidente CNDDU

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ha aderito con convinzione alla campagna nazionale che propone l’aumento di 5 euro del prezzo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, comprese le sigarette elettroniche e il tabacco riscaldato. Una scelta che nasce da una precisa visione educativa: la scuola non è solo luogo di istruzione, ma spazio di tutela dei diritti fondamentali e di costruzione della responsabilità individuale e collettiva.

La campagna, promossa da AIOM, Fondazione AIRC, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM, punta a raccogliere 50.000 firme per una proposta di legge di iniziativa popolare. Non si tratta di una semplice misura economica o sanitaria, ma di un atto di civiltà che interroga il senso stesso dell’educazione democratica e del ruolo delle istituzioni nella protezione della salute pubblica.

I dati parlano chiaro. In Italia il fumo di sigaretta è responsabile di circa 93.000 morti ogni anno, rappresenta il principale fattore di rischio oncologico e genera un costo complessivo di circa 26 miliardi di euro annui in termini sanitari e sociali. Dietro questi numeri ci sono però storie individuali, famiglie colpite, comunità che pagano un prezzo altissimo. È proprio in questo spazio, tra i dati e le persone, che la scuola assume un ruolo decisivo.

Educare ai Diritti Umani significa aiutare gli studenti a comprendere che la salute non è un bene esclusivamente individuale, ma un diritto che si intreccia con le scelte personali, le politiche pubbliche e la sostenibilità del sistema sanitario. L’aumento del prezzo dei prodotti da fumo, che secondo le stime potrebbe ridurre i consumi fino al 37 per cento, è anche uno strumento educativo efficace: rende evidente il legame tra comportamenti, conseguenze e responsabilità sociale.

Il Coordinamento invita gli studenti maggiorenni a esercitare in modo concreto la cittadinanza attiva, firmando la proposta di legge sulla piattaforma del Ministero della Giustizia tramite SPID, CIE o CNS. Allo stesso tempo, gli studenti minorenni sono chiamati a un ruolo altrettanto significativo: diventare mediatori culturali e civici all’interno delle proprie famiglie, promotori di dialogo intergenerazionale e portatori di informazioni corrette, capaci di contrastare i falsi miti legati al fumo e ai prodotti di nuova generazione.

La scuola non è un’aula neutra, ma un laboratorio di democrazia. È il luogo in cui si impara che la libertà non coincide con la dipendenza, che le scelte individuali hanno ricadute collettive e che prendersi cura di sé significa anche prendersi cura degli altri. In questa prospettiva, la lotta al tabagismo diventa una potente occasione didattica per educare alla prevenzione, alla consapevolezza scientifica e al rispetto della vita.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ribadisce che formare cittadini consapevoli è il primo passo per costruire una società più giusta e più sana. Aumentare il prezzo delle sigarette non è soltanto una misura economica, ma un messaggio educativo chiaro, soprattutto per le giovani generazioni. Un messaggio che la scuola ha il dovere di raccogliere, interpretare e rilanciare.

je.fe.

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