CRONACA - 23 gennaio 2026, 10:06

Quando il volontariato diventa casa: il passo di lato che insegna ad andare avanti

Un cambio della guardia che è molto più di un passaggio di consegne. Nove anni di impegno, migliaia di ore donate, una comunità accompagnata nei momenti difficili e un messaggio chiaro alle nuove generazioni: il volontariato non è tempo perso, è tempo regalato. Le parole di Albert Joseph Betemps raccontano cosa significa davvero essere Alpini

In primo piano da sx il tesoriere Diego Griso, il vecchio Capogruppo Albet Joseph Betemps, il Sindaco Paolo Cheney, il nuovo Capogruppo Roberto Armenghi, Ives Riban, dietro da sx Luigi Bozzetti, Ezio Gemelli, Fabio Pasquettaz, il Vicecapogruppo Stefano Menegolo, dietro da sx Daniele Maggiori, il segretario Gianluca Giovanardi e Claudio Giachino.

In primo piano da sx il tesoriere Diego Griso, il vecchio Capogruppo Albet Joseph Betemps, il Sindaco Paolo Cheney, il nuovo Capogruppo Roberto Armenghi, Ives Riban, dietro da sx Luigi Bozzetti, Ezio Gemelli, Fabio Pasquettaz, il Vicecapogruppo Stefano Menegolo, dietro da sx Daniele Maggiori, il segretario Gianluca Giovanardi e Claudio Giachino.

Ci sono storie che non fanno rumore, ma lasciano il segno. Storie fatte di presenza silenziosa, di mani che aiutano, di tempo sottratto alla vita privata per regalarlo agli altri. Il passaggio di consegne al vertice del Gruppo Alpini di Saint-Christophe è una di queste. Non una cerimonia formale, ma un momento carico di senso, memoria e futuro.

Dopo nove anni intensi, Albert Joseph Betemps lascia la guida del Gruppo. Lo fa per assumere il ruolo di Vicesindaco del Comune di Bionaz, senza però togliersi il cappello alpino. Resta Vicepresidente della Sezione Valdostana dell’Associazione Nazionale Alpini e continua a far parte del direttivo del Gruppo. Perché certe scelte non si archiviano: si portano avanti, in forme diverse.

Albert Joseph Betemps (sn) e Roberto Armenghi

“Un lavoro costante che mi ha impegnato duramente in questi anni”, racconta Betemps con la semplicità di chi non ha bisogno di autocelebrarsi. “Ho ereditato la carica di Capogruppo da Felice Chabloz nel 2017, una figura importante per il Gruppo e per tutta la comunità di Saint-Christophe”. Un’eredità pesante, resa ancora più dolorosa dalla scomparsa di Chabloz nel 2022. Eppure raccolta senza esitazioni, “con impegno e dedizione”, affrontando sfide che nessuno avrebbe immaginato.

C’è stata la pandemia, quando il volontariato è diventato argine sociale. “Abbiamo collaborato con l’Amministrazione comunale per supportare la popolazione per qualsiasi cosa”. Spesa, aiuto, presenza. Poi il dopo, forse ancora più difficile: ricostruire relazioni, rimettere in piedi tradizioni, ripartire senza strappi. “Con serietà e senza colpi di testa abbiamo saputo reimpostare la nostra festa, facendola crescere gradualmente dopo anni di stop forzati, per non perdere ciò che i nostri veci hanno costruito”.

I “veci”. Parola che pesa come una radice. Perché negli Alpini la memoria non è nostalgia, è responsabilità. “I loro consigli preziosi li abbiamo sempre tenuti in considerazione. E quando hanno preso la via del paradiso di Cantore, li abbiamo accompagnati con un degno funerale”. Qui il volontariato si fa rito civile, comunità che non abbandona nessuno, nemmeno nell’ultimo tratto di strada.

Il motto alpino “onorare i morti aiutando i vivi” non è rimasto appeso a una parete. Negli ultimi undici anni il Gruppo ha donato oltre 7.600 ore di volontariato e più di 61.700 euro alla comunità. Numeri che impressionano, ma che diventano ancora più forti se si pensa che dietro ci sono persone, famiglie, bisogni reali. Tempo, prima ancora che denaro.

Alpini ai tempi della pandemia

Un impegno che guarda anche al domani. Il 15 giugno 2025, grazie alla collaborazione con l’Amministrazione comunale, è stato inaugurato un monumento dedicato al Gruppo Alpini di Saint-Christophe. “Per tramandare alle future generazioni l’impegno messo in campo dal Gruppo con i suoi uomini e donne”. Un segno concreto, perché la memoria senza segni rischia di svanire.

Ora il testimone passa a Roberto Armenghi, eletto nuovo Capogruppo. Una scelta di continuità e affidabilità. “Persona capace, con una grande esperienza”, ricorda Betemps. Dal 2004 nel direttivo, sempre disponibile, oggi anche Consigliere sezionale. Accanto a lui un direttivo ampio, fatto di volti noti e di energie diverse, uomini e donne che tengono viva quella fiamma che non si spegne mai davvero.

“Auguro al nuovo Capogruppo e a tutto il direttivo un buon lavoro per il prossimo triennio”. È una frase semplice, ma dentro c’è tutto: fiducia, rispetto, senso del dovere.

Il nuovo monumento posizionato nel piazzale dell'Area Verde del Croux

In un tempo in cui il volontariato fatica a trovare nuove braccia e nuovi cuori, storie come questa dovrebbero essere raccontate più spesso. Perché spiegano meglio di mille campagne cosa significa mettersi a disposizione. Non essere eroi, ma esserci. Non fare rumore, ma fare la differenza. E magari, leggendo, qualcuno sentirà che è arrivato il momento di fare quel passo. Anche piccolo. Anche timido. Ma necessario.

pi.mi.

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