La revisione dello Statuto speciale della Valle d’Aosta torna al centro del dibattito consiliare. Nella mattinata di oggi, giovedì 22 gennaio 2026, la Prima Commissione “Istituzioni e Autonomia” ha audito il Presidente della Regione Renzo Testolin per fare il punto sul percorso avviato negli ultimi anni e sugli sviluppi più recenti nel confronto con lo Stato.
Un’audizione che, come ha ricordato il presidente della Commissione Marco Viérin (CA), risponde a un preciso mandato politico del Consiglio regionale.
«L’audizione di oggi – ha spiegato Viérin – risponde all’impegno contenuto in una risoluzione approvata all’unanimità dal Consiglio il 26 novembre 2025».
Nel corso dell’incontro, il Presidente Testolin ha ricostruito il lavoro svolto dal 2023 ad oggi, inizialmente in raccordo con le altre Regioni a Statuto speciale, un percorso che – è stato evidenziato – può ora considerarsi superato dall’attivazione di tavoli di confronto bilaterali con il Governo italiano. Un cambio di metodo che apre una nuova fase, più diretta e potenzialmente più incisiva, nel processo di aggiornamento dell’autonomia valdostana.
Proprio su questo passaggio si è concentrata l’attenzione della Commissione, chiamata a svolgere un ruolo di accompagnamento e indirizzo politico. Testolin ha quindi invitato formalmente tutti i gruppi consiliari a contribuire con idee e proposte, nella consapevolezza che la revisione dello Statuto non può essere il terreno di una sola maggioranza, ma richiede una condivisione ampia e trasversale.
Un concetto ribadito con forza da Marco Viérin, che ha rimarcato la dimensione istituzionale del percorso:
«L’adeguamento dello Statuto speciale – ha sottolineato – rappresenta certamente un obiettivo fondamentale e un patrimonio comune dell’intero Consiglio regionale».
Parole che richiamano il senso più profondo dell’autonomia valdostana, non come bandiera identitaria di parte, ma come architrave condivisa dell’ordinamento regionale, da aggiornare alla luce dei mutamenti costituzionali e dei nuovi rapporti tra Stato e autonomie speciali.
L’audizione di oggi segna dunque un passaggio interlocutorio ma significativo, inserendosi in un percorso che resta complesso e politicamente delicato. La sfida, ora, sarà tradurre il confronto istituzionale in proposte concrete, capaci di rafforzare le prerogative dell’autonomia valdostana senza disperdere il consenso politico costruito finora.





