CRONACA - 18 gennaio 2026, 07:55

Giustizia civile a più velocità: in Italia si va da 132 a 928 giorni, Aosta tra i tribunali più efficienti

Il rapporto Confartigianato fotografa un Paese spaccato in due sui tempi dei procedimenti civili. La Valle d’Aosta si conferma tra le realtà più rapide, ma il divario nazionale resta una ferita aperta che pesa su cittadini e imprese

Giustizia civile a più velocità: in Italia si va da 132 a 928 giorni, Aosta tra i tribunali più efficienti

La giustizia civile in Italia non scorre allo stesso ritmo per tutti. Dipende da dove ti trovi, dal tribunale competente, dalla regione. E la differenza, spesso, non è di qualche settimana ma di anni. A certificarlo è l’ultimo rapporto di Confartigianato, che mette in fila numeri e territori e restituisce l’immagine di un Paese profondamente diseguale anche davanti ai tribunali.

La media nazionale del cosiddetto disposition time – l’indicatore che misura il rapporto tra procedimenti pendenti e definiti – è di 364 giorni. Un dato già di per sé impegnativo, ma che nasconde realtà agli antipodi. Ci sono tribunali dove una causa civile viene definita in poco più di quattro mesi e altri dove si supera abbondantemente l’attesa di due anni e mezzo.

Nel gruppo delle performance migliori spiccano Gorizia, con appena 132 giorni, seguita da Vercelli, Biella, Udine e Chieti. All’estremo opposto, il primato negativo è di Vibo Valentia, dove per chiudere un procedimento civile servono in media 928 giorni, quasi tre anni. Subito dopo arrivano Venezia, Vallo della Lucania, Lanusei e Trieste, in una classifica che racconta una giustizia a rallentatore.

In questo quadro frammentato, la Valle d’Aosta si colloca tra le realtà più virtuose. Con una media regionale di 239 giorni, è la regione più veloce d’Italia nella definizione delle cause civili. Un risultato che riflette anche le prestazioni del Tribunale di Aosta, spesso chiamato a operare con organici ridotti ma capace di garantire tempi decisamente più contenuti rispetto alla media nazionale. Un dato che, sul territorio, fa la differenza concreta per famiglie, professionisti e imprese.

Il confronto regionale è netto: mentre Valle d’Aosta, Piemonte ed Emilia-Romagna restano sotto i 270 giorni, in Sardegna si arriva a 535, in Basilicata a 483, in Campania a 459. Nel complesso, il Centro-Nord viaggia su una media di 308 giorni, il Mezzogiorno sale a 443. Non è solo una questione statistica: è una linea di frattura che incide sulla fiducia nello Stato e sulla possibilità di programmare il futuro.

Il divario si accentua ulteriormente quando si guarda alle cause di lavoro privato, un ambito particolarmente sensibile. Qui la media nazionale sale a 401 giorni, ma anche in questo caso la Valle d’Aosta si conferma tra le migliori con 238 giorni, davanti a Lombardia e Trentino-Alto Adige. All’opposto, in alcuni tribunali del Sud si superano addirittura i 1.400 giorni, come a Sulmona, con attese che diventano estenuanti.

Numeri che non restano astratti. Come sottolinea il presidente di Confartigianato Marco Granelli, “i tempi lunghi della giustizia civile rappresentano un freno allo sviluppo”. Per una piccola impresa, un contenzioso che si trascina per anni può significare rinunciare a investimenti, posti di lavoro, prospettive di crescita. Per un cittadino, vuol dire vivere nell’incertezza, sospeso in una causa che sembra non finire mai.

In questo scenario, la buona performance del Tribunale di Aosta rappresenta un punto di forza per il territorio valdostano, ma anche un promemoria: l’efficienza non è un fatto scontato, va sostenuta con risorse, personale e organizzazione. Perché una giustizia che funziona non è solo una questione di numeri, ma un servizio essenziale che tiene insieme economia, coesione sociale e credibilità delle istituzioni. E su questo terreno, l’Italia resta ancora profondamente divisa.

pi.mi.

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