La World Watch List 2026, il rapporto annuale di Open Doors che monitora e classifica i 50 Paesi del mondo in cui i cristiani sono maggiormente perseguitati, consegna al mondo un quadro inquietante: oltre 388 milioni di cristiani vivono situazioni di alto o estremo livello di persecuzione e discriminazione per motivi di fede — un cristiano su sette su scala planetaria.
Il dossier, aggiornato con dati rilevati tra il 1° ottobre 2024 e il 30 settembre 2025, documenta un aumento generalizzato delle violenze, delle uccisioni e delle privazioni di libertà rispetto all’edizione precedente.
Un elemento che emerge con forza dal report è la vastità di situazioni critiche: oltre 4.800 cristiani sono stati uccisi nel periodo preso in esame, con la Nigeria che rimane epicentro dei massacri, mentre la Siria — a causa delle dinamiche interne e dell’estremismo — ha visto un peggioramento drammatico delle condizioni dei credenti.
«Anche nella nostra Europa, dove spesso si dà per scontata la libertà di culto, il rapporto richiama l’attenzione sulla necessità di non dare nulla per scontato: la libertà religiosa va custodita con impegno civile e diplomatico, senza cecità politica».
Questa citazione, emersa nel dibattito italiano intorno ai dati del rapporto presentato a Roma, richiama alla responsabilità delle istituzioni e della società civile affinché la tutela dei diritti religiosi resti prioritario nell’agenda politica e internazionale.
I primi 10 Paesi della World Watch List 2026
Secondo il rapporto, tra i Paesi dove le condizioni dei cristiani sono peggiori troviamo:
Corea del Nord – al primo posto da oltre due decenni, cristiani costretti alla clandestinità e sottoposti a repressione totale.
Somalia – livello estremo di persecuzione legato all’estremismo islamico e al vuoto di stato.
Yemen – guerra civile e controllo di milizie aggravano la condizione dei cristiani.
Sudan – conflitti interni e instabilità frenano ogni libertà religiosa.
Eritrea – regime autoritario che equipara indipendenza religiosa a dissidenza politica.
Siria – l’aumento di violenze e l’instaurarsi di un nuovo regime islamista drammaticamente peggiorano la persecuzione.
Nigeria – epicentro mondiale delle uccisioni di cristiani per fede.
Pakistan – legge sulla blasfemia e pressioni sociali rendono la vita difficile per i fedeli.
Libia – instabilità post-guerra e milizie armate rendono pericoloso essere cristiani.
Iran – limitazioni legali e repressioni mirate verso convertiti e minoranze religiose.
La World Watch List rimane un documento essenziale per comprendere l’evoluzione delle persecuzioni religiose nel mondo, non solo come catalogo di sofferenze, ma come monito urgente: la libertà di fede, spesso data per scontata in Occidente, è ogni anno sempre più sotto pressione in molte aree del mondo.





