FEDE E RELIGIONI - 15 gennaio 2026, 08:00

Inizia un lungo anno di celebrazioni e eventi per gli 800 anni del transito di San Francesco

Si è ufficialmente aperto il Centenario del Transito di San Francesco

Inizia un lungo anno di celebrazioni e eventi per gli 800 anni del transito di San Francesco

Ad Assisi, dalla Cappella del Transito, è iniziato ufficialmente il Centenario della morte di San Francesco. Un anno giubilare speciale, pellegrinaggi, indulgenze plenarie, eventi e preghiera: il mondo francescano si mette in cammino con una sola voce e un solo cuore.

Si è ufficialmente aperto il Centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Grande festa in Umbria, in Italia e in ogni parte del mondo dove il nome del Poverello risuona come promessa di pace e di fraternità. Dalla Cappella del Transito, luogo santissimo dove Francesco concluse il suo pellegrinaggio terreno, si apre un tempo di grazia che abbraccia tutta la Chiesa e interpella il cuore di ogni credente.

L’avvio del Centenario è avvenuto sabato 10 gennaio 2026 alla Porziuncola, nel santuario francescano per eccellenza. Qui fra Massimo Travascio OFM, Custode della Porziuncola, ha ricordato che questo luogo «segna l’inizio di un tempo di grazia ecclesiale che invita a tornare alle sorgenti della testimonianza francescana, là dove la vita di Francesco si è compiuta nella piena conformità a Cristo povero e crocifisso». E qui Francesco — ha voluto sottolineare — «ha consegnato alla Chiesa un’eredità di pace, riconciliazione e canto».

Cuore pulsante della celebrazione è stato il cammino unitario delle sei grandi famiglie francescane, riunite in una sola voce e in un solo passo:
– i Frati Minori
– i Frati Minori Conventuali
– i Frati Minori Cappuccini
– l’Ordine Francescano Secolare
– il Terzo Ordine Regolare
– la Conferenza Francescana Internazionale del TOR

Un gesto semplice e potentissimo: camminare insieme dentro la Basilica, come icona visibile di un popolo in pellegrinaggio. È l’intero mondo francescano che riparte da Assisi per annunciare pace, riconciliazione e comunione.

Al termine della celebrazione è stata letta la Lettera di Papa Leone XIV, indirizzata alla Famiglia francescana e alla Chiesa universale. Parole cariche di paterna vicinanza e di coinvolgimento spirituale, segno di partecipazione viva del Pontefice all’apertura del Centenario del Transito.

Per l’occasione è stato esposto anche il più antico dipinto raffigurante San Francesco, conservato nel Museo della Porziuncola: opera del Maestro di San Francesco (metà XIII secolo). Il Santo vi appare con le stigmate ben visibili: immagine intensa della sua totale conformazione a Cristo.

Ma la grande novità è il Decreto della Penitenzieria Apostolica: viene indetto uno speciale Anno giubilare di San Francesco, con la possibilità di ottenere l’indulgenza plenaria. Il periodo va dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027. Le condizioni rimangono quelle tradizionali: confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre. I fedeli sono invitati a visitare chiese e santuari francescani, in pellegrinaggio o spiritualmente uniti al cammino dell’Ordine.

Questo anno francescano sarà un cantiere aperto di iniziative, preghiera, cultura e carità. Tra le principali:

“Francesco ha gli occhi tuoi” – itinerario di 12 appuntamenti mensili per ritrovare nello sguardo del Santo una chiave di lettura del nostro tempo.
Esposizione dei resti mortali di San Francesco – dal 22 febbraio al 22 marzo 2026 nella Basilica di Assisi.
Capitolo delle Stuoie dei giovani europei – dal 3 al 6 agosto 2026, esperienza di fraternità e missione.
Novena di San Francesco – con iniziative spirituali diffuse.
Domenica dei Poveri 2026 – con il tema “Francesco e i poveri”, cuore pulsante della sua testimonianza evangelica.

Questo Centenario non è nostalgia: è chiamata. È invito a tornare al Vangelo nudo e semplice che Francesco prese sul serio fino alle estreme conseguenze. È un anno in cui la Chiesa intera è provocata a riscoprire la povertà, la letizia, la fraternità universale, il rapporto con il creato e con gli ultimi.

Inizia così un tempo di grazia. Ad Assisi le campane suonano; nelle basiliche si prega; pellegrini di ogni lingua e nazione si mettono in cammino. Il Poverello, a ottocento anni dal suo transito, continua a dire a tutti: “Va’, ripara la mia casa”.

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