Come ogni anno, anche nel 2026 i pedaggi dell’Autoroute Blanche, l’asse strategico che collega la regione francese dell’Alta Savoia al traforo del Monte Bianco, saranno oggetto di revisione tariffaria. L’adeguamento scatterà il 1° febbraio 2026 e sarà pari allo 0,62%, secondo quanto comunicato da Autoroutes et Tunnel du Mont Blanc (ATMB), la società concessionaria.
L’aumento, spiegano da ATMB, è applicato nel pieno rispetto delle modalità di calcolo previste dal contratto di concessione, che tiene conto dell’inflazione, dei costi di gestione, della manutenzione dell’infrastruttura e degli investimenti programmati. Una percentuale tutto sommato contenuta, almeno sulla carta, ma che si inserisce in un contesto più ampio di rincari generalizzati legati alla mobilità e ai trasporti.
L’Autoroute Blanche non è una semplice autostrada: rappresenta un corridoio essenziale per i collegamenti tra Francia, Italia e Svizzera, utilizzato quotidianamente da lavoratori frontalieri, trasportatori, turisti e residenti delle vallate alpine. Per questo ogni aumento, anche minimo, ha un impatto concreto sulle tasche di chi la percorre con regolarità.
Consapevole delle ricadute sui pendolari, ATMB ricorda comunque l’esistenza di offerte commerciali dedicate, che prevedono riduzioni fino al 50% per tutti gli automobilisti che utilizzano l’Autoroute Blanche almeno una volta alla settimana. Agevolazioni pensate soprattutto per chi non ha alternative reali all’uso dell’auto, in territori dove il trasporto pubblico transfrontaliero resta ancora fragile o insufficiente.
Resta però aperto il tema, sempre attuale, del costo dell’accessibilità nelle regioni alpine, dove autostrade e trafori non sono un lusso ma una necessità. Un dibattito che riguarda da vicino anche la Valle d’Aosta e che chiama in causa il delicato equilibrio tra sostenibilità economica delle infrastrutture, diritto alla mobilità e competitività dei territori di confine.





