Da oggi e fino al 14 febbraio 2026 si apre il consueto rito delle iscrizioni alle classi iniziali per l’anno scolastico 2026/2027. A livello nazionale i numeri sono giganteschi: parliamo di 1.342.504 studenti coinvolti, milioni di genitori alle prese con password, piattaforme, credenziali Spid, Cie, Cns ed eIDAS, e con la ormai onnipresente macchina amministrativa digitale che detta tempi e modi. La regola generale in Italia è semplice: tutto online, sulla piattaforma “Unica”, con servizi di orientamento, ricerca scuole, statistiche su lavoro e studio, persino sezioni sul “metaverso”. L’idea è quella di una scuola sempre più digitale, sempre più procedurale e sempre meno fisica. Tutto comodo, tutto a portata di clic — almeno per chi ha connessione, competenze e pazienza.
In Valle d’Aosta la procedura cambia rispetto a ciò che avviene a livello nazionale, ma non nel senso nostalgico della carta e delle code in segreteria. Le iscrizioni non si fanno “alla vecchia maniera”: sono online anche qui, però su un portale regionale dedicato, attivo dalle 10.00 del 12 gennaio alle 17.00 del 5 febbraio 2026.
La scelta valdostana non è solo tecnica ma organizzativa: una piattaforma locale, gestita dalla Regione, che riguarda tutte le scuole del territorio – infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado – compresi i percorsi di istruzione e formazione professionale.
La differenza vera sta altrove: nel modo di accompagnare le famiglie. Accanto all’iscrizione digitale, la Regione richiama con forza l’importanza di porte aperte, incontri, stand, colloqui con insegnanti e dirigenti. Non viene lasciato tutto alla burocrazia online: si invita esplicitamente i ragazzi a entrare nelle scuole, vederle, parlarci, capire che aria si respira.
Il messaggio è semplice e molto valdostano: la tecnologia serve, ma non sostituisce il rapporto diretto. Gli strumenti online facilitano le domande, mentre gli eventi di orientamento servono a compiere la scelta vera, quella che riguarda la vita quotidiana dei ragazzi. Il consiglio di orientamento espresso dalla scuola media non è vincolante, ma resta indicazione preziosa per non sbagliare strada.
In una regione piccola, autonoma, con comunità scolastiche che si conoscono e si parlano, l’equilibrio trovato è questo: iscrizioni digitali sì, ma decisioni prese guardandosi in faccia. Non metaverso, non avatar: porte aperte, corridoi, laboratori e dialoghi reali.





