L’80° anniversario della prima riunione del Consiglio del CLN non è stata soltanto una ricorrenza celebrativa, ma un momento di vera riappropriazione civica dei luoghi della democrazia. L’apertura degli spazi dell’Assemblea legislativa a Palazzo regionale ha attirato oltre duecento persone – 220 visitatori –, un numero che va letto non solo come curiosità storica, ma come segnale politico e culturale: c’è una comunità che sente ancora vivo il legame con l’origine delle proprie istituzioni e che riconosce nel CLN la radice concreta dell’autonomia e della rappresentanza democratica.
Le visite guidate, condotte dal gruppo FAI Giovani di Aosta, hanno fatto emergere un dato semplice ma decisivo: la democrazia non vive nelle formule astratte, ma negli spazi, nei simboli, nelle storie personali che hanno dato forma alla Valle d’Aosta contemporanea. I ragazzi del FAI hanno accompagnato cittadini e appassionati tra aule, sale e ritratti, mostrando non un “museo delle istituzioni”, ma un organismo vivo che continua a produrre scelte, discussioni e responsabilità. Non è un caso che il responsabile del gruppo, Francesco Maria Gentile, abbia sottolineato l’orgoglio per il successo dell’iniziativa e la volontà di dare continuità a un percorso che avvicini le persone ai luoghi vivi della storia. È la prova che la memoria, quando è condivisa, diventa progetto.
Anche il Presidente del Consiglio Valle, Stefano Aggravi, ha rimarcato l’importanza della giornata, iniziata con la cerimonia di ricordo del primo Consiglio del CLN e proseguita con le visite. Dietro le parole di soddisfazione si legge un messaggio politico chiaro: il dialogo tra istituzioni e associazioni non è ornamento, ma strumento essenziale per rendere accessibili i luoghi della democrazia e alimentare consapevolezza civica. Se 220 cittadini dedicano una mattinata alla storia istituzionale, significa che esiste un bisogno diffuso di capire dove tutto ha avuto inizio e che l’autonomia speciale non è un privilegio calato dall’alto, ma il risultato di scelte coraggiose maturate in un momento fondativo della Repubblica.
L’80° anniversario del Consiglio del CLN, quindi, non chiude un capitolo: ne apre uno nuovo. La partecipazione registrata indica che memoria e identità non sono retorica da cerimonia, ma materia viva di una comunità che continua a interrogarsi sulle proprie radici per dare senso al proprio futuro. E questo, Piero, politicamente conta molto più delle celebrazioni di rito.





