CALENDARIO DELLE CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DA MONS. VESCOVO PER LE FESTE NATALIZIE 2024-2025
Domenica 11 gennaio 2026
Casa di riposo J.B. Festaz – ore 9.30
S. Messa nella festa del Battesimo del Signore
e Benedizione del nuovo Ospedale di Comunità
Lunedì 12 gennaio 2026
- ore 9.00-13.00
Riunione in videoconferenza del Comitato CEI per la valutazione dei progetti di intervento a favore dei beni culturali ecclesiastici e dell’edilizia di culto - Casa parrocchiale di Aymavilles - ore 20.30
Incontro con il Consiglio pastorale di unità parrocchiale Aymavilles-Cogne-Villenueve
Martedì 13 gennaio 2026
- ore 9.00-13.00
Riunione in videoconferenza del Comitato CEI per la valutazione dei progetti di intervento a favore dei beni culturali ecclesiastici e dell’edilizia di culto - Vescovado - pomeriggio
Udienze
Mercoledì 14 gennaio 2026
- Casa parrocchiale di Doues - ore 20.00
Incontro con il Consiglio pastorale di unità parrocchiale Allein-Doues-Roisan
Venerdì 16 gennaio 2026
- Vescovado - mattino
Udienze - Casa parrocchiale di Sarre - ore 20.30
Incontro con il Consiglio pastorale di unità parrocchiale Chesallet-Sarre
Domenica 18 gennaio 2026
- Casa parrocchiale di Châtillon - ore 18.00
S. Messa e incontro con il Consiglio pastorale di unità parrocchiale Châtillon-Pontey
Lunedì 19 gennaio 2026
Vescovado - 18.15
Formazione Ordo Virginum
Martedì 20 gennaio 2026
- Ivrea, vescovado - ore 10.00-16.00
Assemblea CEP - Casa parrocchiale di Quart - ore 20.30
Incontro con il Consiglio pastorale di unità parrocchiale Brissogne-Quart-Ville-Sur-Nus
Mercoledì 21 gennaio 2026
- Vescovado - ore 9.00
Riunione della Commissione paritetica Regione-Diocesi per il finanziamento degli interventi di restauro dei beni mobili e immobili di interesse storico-artistico e architettonico - Seminario - ore 18.00
Riunione della Consulta delle Aggregazioni laicali
Giovedì 22 gennaio 2026
- Casa parrocchiale di Nus - ore 20.30
Incontro con il Consiglio pastorale di unità parrocchiale Fénis-Nus-Saint-Barthélemy-Saint-Marcel
Venerdì 23 gennaio 2026
- Vescovado - mattino
Udienze - Seminario Maggiore - ore 18.00
S. Messa per la Festa di San Francesco de Sales, S. Patrono del Seminario e dei Giornalisti - Aosta, Cinéma Théâtre de la Ville - ore 20.45
Incontro diocesano di formazione con don Luca Peyron
Credere e Sperare nel tempo delle macchine intelligenti
Domenica 25 gennaio 2026
- Cattedrale - ore 10.30
S. Messa per l’unità dei Cristiani - Seminario - ore 14.30-17.00
Incontro con i diaconi permanenti
Lunedì 26 - Mercoledì 28 gennaio 2026
- Roma
Riunione del Consiglio permanente della CEI
Venerdì 30 gennaio 2026
- Aosta, Porta Pretoria - ore 8.00
Benedizione della Fiera di Sant’Orso e visita agli Espositori - Chiesa Collegiata dei Santi Pietro e Orso - ore 18.00
S. Messa “degli Artigiani”
La Chiesa celebra Sant' Aldo Eremita
Secondo la tradizione, l'eremita Aldo - vissuto in un'epoca imprecisata tra l'VIII e il l'XI secolo -era un carbonaio che scelse la vita "ritirata" molto probabilmente nella forma portata a Bobbio da san Colombano. Il monachesimo irlandese, infatti, era basato sua una forma mista: ogni monaco costruiva la propria cella vivendoci da solo, ma poi condivideva alcuni momenti comunitari e durante il giorno si dedicava a un'occupazione o un mestiere. Le testimonianze storiche su sant'Aldo riguardano l'antichità del culto e il luogo della sepoltura a Pavia nella cappella di San Colombano, dalla quale venne poi traslato nella basilica di San Michele, a Pavia, che fu un tempo capitale del Regno dei Longobardi. E’ probabile, infatti, che sangue longobardo scorresse nelle vene del Santo eremita, o così almeno fa pensare l’origine del suo nome, che la parola longobarda “ald”, con il significato di vecchio.
Il sole sorge alle ore 8,11 e tramonta alle ore 16,53
«La guerra è sempre una sconfitta dell’umanità: non costruisce il futuro, lo divora. La pace, invece, è un atto di coraggio quotidiano, che chiede giustizia, ascolto e responsabilità.»
(Papa Leone XIV)
È una frase che colpisce perché rovescia la retorica muscolare della guerra: niente eroismi, niente vittorie, solo macerie umane e politiche. Leone XIV insiste su un punto scomodo ma decisivo: la pace non è passività né buonismo, ma scelta faticosa e concreta, che chiama in causa governi, popoli e coscienze. In tempi di riarmo linguistico prima ancora che militare, è un richiamo che suona quasi controcorrente — e proprio per questo necessario.





