ISTRUZIONE E FORMAZIONE - 08 gennaio 2026, 16:43

Inclusione scolastica e accessibilità digitale, il CNDDU chiede interventi urgenti

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani sollecita il Governo su innovazione e inclusione digitale. Oltre 331.000 studenti con disabilità rischiano esclusione educativa se non si definiscono standard nazionali, fondi dedicati e figure professionali di riferimento. Il presidente Pesavento: “Una scuola che non garantisce accessibilità non è solo inefficiente, è inadempiente”

Inclusione scolastica e accessibilità digitale, il CNDDU chiede interventi urgenti

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) lancia un appello chiaro e deciso: non basta più constatare le criticità dell’inclusione scolastica, servono azioni concrete e innovative, rivolte direttamente al decisore politico.

Una scuola che non garantisce accessibilità digitale e partecipazione piena non è semplicemente inefficiente: è inadempiente rispetto ai diritti fondamentali”, avverte il prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU, in un documento che mette in fila numeri e proposte.

I dati di avvio dell’anno scolastico 2024/2025 parlano chiaro: oltre 331.000 studenti con disabilità presenti nelle scuole italiane, accompagnati da evidenze indipendenti – tra cui le analisi di Openpolis – che mostrano come la crescita numerica non sia stata affiancata da un reale miglioramento delle condizioni di partecipazione. Un quinto degli studenti con disabilità non è autonomo nelle attività quotidiane, molti trascorrono ore lontani dal gruppo classe e quasi la metà delle scuole manca di postazioni informatiche adeguate o le giudica insufficienti.

Non possiamo più affidare l’inclusione alla resilienza dei singoli istituti o alla buona volontà dei docenti”, aggiunge Pesavento. “Serve una scelta politica esplicita, fondata su standard nazionali, investimenti mirati e responsabilità chiare”.

Tra le proposte principali, il CNDDU indica:

Livelli Essenziali di Accessibilità Digitale, vincolanti a livello nazionale, con dotazioni minime obbligatorie di hardware e software accessibili, criteri di usabilità e tempi certi di adeguamento.

Fondo nazionale permanente per tecnologie inclusive, distinto dai finanziamenti generici per l’innovazione digitale, per garantire aggiornamento continuo e programmazione pluriennale.

Introduzione di un referente per l’accessibilità digitale d’istituto, con formazione certificata e riconoscimento giuridico, incaricato di coordinare docenti, supportare progettazione didattica e dialogare con le famiglie.

Indicatori di valutazione dell’inclusione, per misurare la partecipazione reale degli studenti con disabilità e l’effettivo uso degli strumenti digitali accessibili.

Sperimentazione di ambienti di apprendimento universali, progettati secondo i principi dell’Universal Design for Learning, concepiti fin dall’origine per essere inclusivi.

Pesavento sottolinea come queste iniziative non siano semplici raccomandazioni: “L’inclusione scolastica non può più essere frammentaria, serve un cambio di paradigma: innovare senza produrre nuove esclusioni è l’unico percorso possibile”.

Il CNDDU rivolge dunque al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, l’invito a un confronto strutturato, affinché la scuola italiana diventi davvero leva di uguaglianza sostanziale e non solo di apparente innovazione tecnologica.

je.fe.

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