A dicembre 2025 l’inflazione sale all’1,2% e torna al livello di ottobre. Sopra l’indice generale dei prezzi al consumo si collocano, fra le altre, voci quali istruzione e servizi sanitari, entrambe a +1,6%, insieme a prodotti alimentari e bevande analcoliche a +2,6%. Le flessioni maggiori riguardano invece le comunicazioni (−5,3%) e la voce abitazione, acqua, elettricità e combustibili, che segna −2,0%.
Le stime sui prezzi al consumo diffuse oggi dall’Istat indicano che l’inflazione di dicembre 2025 aumenta dello 0,2% su base mensile e dell’1,2% su base annua (dal +1,1% del mese precedente).
Commenta l’Istituto:
«A dicembre, secondo le stime preliminari, l’inflazione sale a +1,2%, tornando al livello di ottobre. Nella media 2025, i prezzi al consumo risultano cresciuti dell’1,5% rispetto all’anno precedente, in accelerazione rispetto al dato registrato nel 2024 (+1,0%). Sull’andamento dell’inflazione in media annua pesa la dinamica dei prezzi dei beni energetici regolamentati (+16,2% da −0,2% del 2024) e quella dei beni alimentari non lavorati (+3,4% da +2,3%). Nel 2025 l’inflazione di fondo si ferma a +1,9% (da +2,0% del 2024)».
Torna a salire, secondo le stime, anche il carrello della spesa. Il ritmo di crescita annua dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona sale infatti da +1,5% a +2,2%. In crescita anche i prodotti ad alta frequenza d’acquisto, che passano da +2,0% a +2,2%.
Con un’inflazione media annua dell’1,5%, una famiglia con due figli nel 2025 ha speso 562 euro in più rispetto al 2024, dei quali 269 euro per i soli prodotti alimentari e bevande analcoliche e 287 euro per il carrello della spesa. Per una coppia con un figlio il rincaro complessivo è di 497 euro.





