CRONACA - 02 gennaio 2026, 16:15

Dalla Calabria: Il ponte che unisce Locri e Siderno, una lunga attesa che diventa realtà

Dopo anni di attese, stop e ripartenze, arriva il via libera definitivo dal Ministero della Cultura al ponte tra Locri e Siderno. Un’opera simbolica e concreta insieme, destinata a cambiare il volto della costa ionica e a parlare anche ai tanti calabresi che dalla Valle d’Aosta continuano a guardare alla loro terra d’origine

Foto tratta da Telemia

Foto tratta da Telemia

C’è un momento in cui le notizie smettono di essere solo atti amministrativi e diventano fatti storici. Il via libera definitivo alla realizzazione del ponte tra Locri e Siderno rientra in questa categoria. Un’opera attesa da anni, quasi evocata come una promessa ricorrente, che ora entra finalmente nella fase operativa grazie al parere positivo della Soprintendenza speciale PNRR del Ministero della Cultura.

Il pronunciamento, espresso ai sensi dell’articolo 146 del Codice dei beni culturali, certifica la piena compatibilità paesaggistica dell’intervento, nonostante l’area interessata sia sottoposta a tutela per il suo valore costiero e fluviale. Un passaggio tutt’altro che scontato, che chiude un iter complesso e consente di avviare la consegna dei lavori già nei prossimi giorni.

Il ponte non è un’opera isolata, ma il perno di un progetto più ampio di rigenerazione urbana e ambientale lungo la costa ionica. L’intervento rientra nel PNRR, Missione 5, nell’ambito dei Piani urbani integrati, e coinvolge i territori di Locri, Siderno, Gerace e Antonimina, con il Comune di Locri nel ruolo di capofila. Al centro, la riqualificazione della Fiumara Novito e la creazione di un sistema continuo di percorsi ciclopedonali in grado di collegare direttamente i due lungomari.

Non solo infrastruttura, dunque, ma una nuova idea di “città del mare”, capace di ricucire spazi abbandonati, restituire accessibilità alla costa e offrire una visione moderna di mobilità sostenibile. Un progetto che, come ha sottolineato il sindaco di Locri Giuseppe Fontana, nasce per unire e valorizzare, superando confini amministrativi che per troppo tempo hanno rappresentato anche barriere fisiche e simboliche.

Per chi vive lontano, come i tanti calabresi residenti in Valle d’Aosta, questa notizia ha un sapore particolare. Il collegamento tra Locri e Siderno non è solo una questione di viabilità: è il segno concreto di una Locride che prova a scrollarsi di dosso l’immobilismo, a investire su qualità urbana, paesaggio e futuro. È un ponte che parla anche a chi è partito, mantenendo però un filo costante con la propria terra.

Il progetto ha recepito le prescrizioni ministeriali, con un ridimensionamento dell’arco e dell’impalcato per garantire un inserimento armonico nel contesto naturale. Anche sul fronte archeologico, la procedura si è chiusa con una dichiarazione di non assoggettabilità, evitando ulteriori rallentamenti. Ora la sfida si sposta sui tempi: l’obiettivo è completare l’opera entro due anni, con la scadenza PNRR fissata al 30 giugno 2026 e la possibilità di rifinanziamento per i lavori avviati.

Come ha raccontato Giuseppe Mazzaferro in un approfondimento pubblicato su Telemia, il ponte Locri-Siderno è destinato a diventare un elemento iconico della nuova costa ionica: non solo un’infrastruttura, ma un simbolo di integrazione territoriale, di connessione tra passato e futuro, tra chi è rimasto e chi è partito. Un segnale atteso da tempo, che oggi comincia finalmente a prendere forma.

pi.mi.

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