AMBIENTE - 19 dicembre 2025, 16:00

Monte Bianco: svelato il "Punto Zero". Ecco quanto è alto il gigante d'Europa

Un video documenta la missione scientifica 2025: droni e georadar misurano per la prima volta con estrema precisione lo spessore del ghiaccio sulla vetta.

Fabrizio Troilo

Fabrizio Troilo

Qual è lo stato di salute del punto più alto d'Europa? A rispondere è la missione scientifica condotta nel maggio 2025 dalla Fondazione Montagna sicura in collaborazione con il Laboratoire Edytem dell’Université de Savoie Mont-Blanc. L'iniziativa, che rientra nelle celebrazioni valdostane per l'Anno Internazionale della Conservazione dei Ghiacciai 2025, ha permesso di definire quello che i ricercatori chiamano "stato zero".

Tecnologia estrema oltre i 4800 metri

Per misurare il gigante delle Alpi non sono bastati gli strumenti tradizionali. Il team di ricerca ha utilizzato una combinazione di tecnologie all'avanguardia: droni, sensori LiDAR e georadar, operando in condizioni ambientali estreme oltre la quota di 4800 metri.

Mentre il LiDAR ha scansionato la superficie esterna definendo l'esatta quota massima raggiunta dalla neve, il georadar ha permesso di "guardare sotto", misurando con precisione lo spessore dello strato di ghiaccio che ricopre la calotta sommitale. Questi dati sono fondamentali per comprendere come il riscaldamento globale stia influenzando anche le altitudini più elevate, dove i cambiamenti climatici mostrano segnali meno evidenti ma estremamente significativi.

Il documentario della missione

I segreti di questa spedizione sono ora accessibili al pubblico nel video "Punto Zero - A Mont Blanc Survey", pubblicato sul canale YouTube di Fondazione Montagna sicura. Il filmato non offre solo spettacolari riprese aeree della vetta del Monte Bianco, ma documenta il lavoro tecnico e la fatica dei ricercatori impegnati nei rilievi, svelando i risultati definitivi della quota e della massa glaciale presente.

Un archivio per il futuro

I risultati ottenuti nel 2025 fungeranno da pietra miliare per tutti gli studi futuri. Avere una misura precisa dello "spessore del ghiaccio sotto la superficie" permetterà ai climatologi di monitorare nel tempo l'evoluzione della calotta, trasformando il Monte Bianco in una sentinella privilegiata per lo studio del clima in alta quota.

red

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