ATTUALITÀ - 28 agosto 2025, 23:45

Velina Rossonera e Arcobaleno

Cronache semiserie da Palazzo regionale e non solo: indiscrezioni, frecciate e silenzi dal teatrino politico valdostano e non solo

Velina Rossonera e Arcobaleno

Le Betoneghe hanno finalmente trovato il loro posto nel mondo: non la tribuna del Consiglio regionale, non le scale del municipio, ma la Cave in rue De Tillier. Un punto d’osservazione strategico, con calice in mano e orecchio teso, da cui scrutare l’andirivieni di politici, giornalisti e semplici cittadini. Là dentro si respira pace apparente, ma in realtà è un avamposto: perché se Aosta avesse i suoi “servizi segreti popolari”, partirebbero da un tavolino di quella sala.

Fuori, invece, la cronaca non scherza. Un ragazzo appena maggiorenne, già con un curriculum criminale da far impallidire i manuali di diritto penale, ha deciso che farmacia, tabacchino e pure una pizzeria potessero diventare bancomat improvvisati, coltello alla mano. Ora si trova in carcere a Torino: peccato che la paura lasciata dietro di sé non la si possa rinchiudere.

Intanto in piazza Chanoux la Cva si regala un compleanno degno di nota: lezioni di fisica con il professore star dei social e un concerto di Max Gazzé. Per una volta, almeno, la luce che illumina il municipio non viene da beghe politiche ma da un palco. Anche i bambini avranno il loro spettacolo con Enfanthéâtre: Cappuccetto Rosso che mangia il pan ner e una “fiesta” itinerante con trampolieri e maschere. Perché se gli adulti si agitano tra urne e veleni, i più piccoli sanno ancora ridere.

E parlando di agitazioni: un esponente politico, noto per cambiare più casacche di un attore di varietà, aveva gridato alla chiusura del Palaindoor. Una fake da manuale, smentita con decisione dall’Amministrazione comunale. L’impianto resta aperto, operativo, persino in fase di miglioramento. Morale della favola: il palazzetto resiste, mentre la credibilità di certi saltacarristi continua a sbriciolarsi.

E poi arriva il racconto thriller che tiene svegli i candidati nelle notti d’estate. Immaginate una riunione segreta in un garage mal illuminato, sedie pieghevoli, caffè annacquato e foglietti volanti con promesse da scrivere e riscrivere. Immaginate la scena: riunione elettorale segreta in una cantina umida, luci al neon che sfarfallano, sedie spaiate recuperate da sagre estive. I candidati, sudati e agitati, armeggiano con i volantini come fossero armi strategiche. Uno giura di avere cento voti in tasca, ma scopre che erano solo i biglietti della tombola dell’oratorio. Un altro brandisce la promessa di un assessorato, scritta in fretta su un tovagliolo unto di pizza. Poi, il dramma: si stappa una bottiglia di spumante a caso, il tappo parte, spegne l’unico neon rimasto e piomba il buio. Quando torna la luce, metà dei presenti è scomparsa: non rapiti dagli alieni, ma semplicemente migrati in silenzio verso il comitato avversario. I superstiti restano a fissarsi, con gli occhi da civette impallidite, chiedendosi se valga la pena continuare a sognare vittorie o se non sia meglio prenotare direttamente un tavolo alla Cave, dove almeno il vino è vero e non si cambia bandiera a ogni brindisi.

Firmato Le Sentinelle del Tombino – alias Le Betoneghe

SU