Valle d’Aosta Aperta non ci sta. Con una nota dura e dettagliata, il movimento civico prende posizione contro la decisione della Regione di escludere dalla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) il progetto di rinnovo dell’autorizzazione per la discarica di Pompiod, ad Aymavilles. Una scelta definita “incomprensibile”, che – secondo la consigliera Erika Guichardaz – ignora le criticità emerse negli ultimi anni e alimenta i dubbi sulla gestione di un sito già al centro di indagini della magistratura.
Con un provvedimento dirigenziale datato 10 giugno 2025, la struttura regionale competente ha stabilito che non è necessario attivare la procedura di VIA per valutare l’impatto ambientale del rinnovo. Peccato – denuncia Valle d’Aosta Aperta – che non si faccia alcun riferimento alle due “messe in sicurezza” già effettuate sulla discarica, né tantomeno ai contenuti della consulenza tecnica richiesta dalla Procura della Repubblica, nell’ambito di un procedimento penale (n. 1567/2019).
Quel documento – sottolinea il movimento – evidenziava gravi carenze: dalla localizzazione della discarica, alla sua capacità effettiva, fino alle numerose non conformità riscontrate nelle analisi ambientali e nell’iter amministrativo che ha portato a successive autorizzazioni.
Oggi il progetto di rinnovo prevede che nella discarica si possano conferire ben 68 tipi di rifiuti, molti dei quali ben lontani dai soli inerti da costruzione e demolizione inizialmente previsti nel 1998. Si parla di scorie non trattate, residui industriali, perfino mercurio parzialmente stabilizzato. Eppure, sottolineano Guichardaz e i suoi, tutto ciò è stato finora gestito con semplici provvedimenti dirigenziali, che hanno modificato nel tempo sia la morfologia della discarica che i criteri di ammissibilità dei rifiuti.
“È inaccettabile – scrive Valle d’Aosta Aperta – che una trasformazione così profonda e potenzialmente impattante venga autorizzata senza nemmeno una valutazione ambientale approfondita.”
Da qui la proposta, netta e alternativa: interrompere ogni ampliamento o rinnovo, procedere alla bonifica e alla riforestazione dell’area, come indicato dallo stesso consulente incaricato dalla magistratura. Una linea che la consigliera Guichardaz porterà formalmente all’attenzione del Consiglio regionale nella prossima seduta.
“Non possiamo continuare a chiudere gli occhi di fronte a un uso distorto degli strumenti autorizzativi – concludono da VdA Aperta –. La tutela dell’ambiente non può essere trattata come una formalità.”





