Vite in ascesa - 29 dicembre 2023, 10:30

MONTE CUCCO

di Lodovico Marchisio

Sui sentieri di cresta del Monte Cucco

Sui sentieri di cresta del Monte Cucco

Il Monte Cucco è l’ideale per chi ama assaporare la natura più variegata, tra rocce calcaree, aria marina, falesie, piccole grotte e tanta voglia di camminare in qualunque stagione dell’anno.

RELAZIONE TECNICA

Altezza Massima raggiungibile: 397 m

Tempo di salita: 2,30 h

Tempo Totale (AR): 3,15 h

Dislivello: 230 m

Difficoltà: E

Materiale occorrente: bastoncini da trekking

Accesso in auto: Torino, autostrada per Savona, poi proseguire sull’autostrada di Ventimiglia uscendo a Feglino, scendendo verso Finalborgo, deviare dopo 200 m verso Orco fino al Ristorante “Pizzeria” “Il Rifugio”. Da qui deviare a destra per una stradina che conduce alla partenza degli itinerari e vie di arrampicata del Monte Cucco.

Località di partenza: Parcheggio sopra Feglino

Località di arrivo: Idem

Descrizione Itinerario: Dal parcheggio volgere a destra su una stretta stradina chiusa fortunatamente ai mezzi motorizzati che viaggia a mezza costa sotto le pareti del Monte Cucco, sito roccioso di grande prestigio a cui convergono alpinisti da tutta Europa perché il clima mite permette di arrampicare tutto l’anno escluse le ore più calde dei mesi estivi più afosi o le rigide giornate invernali in cui occasionalmente possono esserci sporadiche cadute di neve. La mulattiera non si addossa mai completamente alle numerose vie di roccia, ma transita poco sotto superando il settore del Canyon e del Campanile, fin quando un sentiero marcato con tre palline rosse disposte a triangolo rovesciato permette di lasciare la stradina per inoltrarsi nel bosco oltre le pareti rocciose del monte in questione. Si sale zigzagando fino a raggiungere un’ampia dorsale. Se ci si spostasse verso Est si noterebbe un curioso riparo sottoroccia conosciuto col nome di “Arma dei Buoi” ove vi sono delle nicchie naturali scolpite dalla roccia.

Sulla cima tradizionale del Monte Cucco

A sinistra si raggiunge invece il Ciappo delle Conche (segnavia con quadrato rosso del sentiero che proviene dalla traversata Finalmarina- San Bernardino – Ciappo dei Ceci). Si aggira così sulla destra (verso di salita) tutta la dorsale del Monte Cucco da cui ci si è allontanati abbastanza e che da qui appare come una selva boscosa senza fine. Ci si ricongiunge così al sentiero che scende a San Lorenzino, venendoci a trovare in prossimità di un riparo sotto roccia posto sulla destra e delimitato da muretti a secco da tempo crollati, ove restano visibili dei fori scavati nella roccia che servivano per incastrarvi dei tronchi e ricreare il soffitto dell’abitacolo.

Puntare a questo punto decisamente a sinistra nel punto in cui il sentiero si dirama ed inizia a scendere con più disinvoltura. Senza traccia evidente, ci si accorge man mano che si sale, di avvicinarsi alle rocce del dirupato versante opposto sotto il quale si è transitati all’andata. Arrivati in prossimità delle rocce, un vuoto impressionante si apre improvviso sotto ai nostri piedi. Per toccare la cima tradizionale, ove è situata una piccola statua del Redentore (più volte ripristinata), sulla cima della Torre del Monte Cucco nel settore del diedro e delle vie più facili di arrampicata, occorre traversare sopra la falesia evitando nei punti più esposti difficoltosi traversi ostacolati dalla fitta vegetazione, che spingono sul vuoto, se non assicurandoci a corda o meglio, transitando a sinistra di chi sale, per tracce che si aprono forzatamente tra il groviglio dei rami. In un modo o nell’altro si arriva in prossimità della Statua di Nostro Signore, che se non è posta sul punto più elevato, è di sicuro nel punto più tradizionale, anche perché è difficile decifrare il luogo preciso più elevato se non con apposita strumentazione, visto che si esclude l’ampia zona rocciosa, dall’altra parte è un bosco estesissimo.

Sentiero ad anello sugli ampi altopiani

Da qui, dopo le rituali foto di vetta, si fa ritorno al punto di deviazione. Inizia così la discesa (3 pallini rossi) che aggirano le ultime propaggini rocciose del Monte Cucco. Si lascia in basso (in prossimità di una grotta la cui volta di arrampicata estrema è tutta attrezzata con chiodi a espansione) il sentiero che scende a San Lorenzino per volgere nuovamente a sinistra ormai più in basso delle pareti rocciose dell’avancorpo superiore, ma transitando ancora sopra una cengia con sottostanti salti rocciosi, fino a giungere in prossimità di un percorso ginnico che degrada sino al sentiero di partenza. 

ascova

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