Le bozze che sono emerse finora indicano una serie di cambiamenti che potrebbero mettere a dura prova le tasche di coloro che possiedono proprietà, sia in Italia che all'estero.
Una delle prime voci è la cedolare secca per gli affitti brevi, che potrebbe subire un aumento dall'attuale 21% al 26%. Questa modifica, se approvata, colpirebbe non solo i proprietari, ma anche chi affitta la propria abitazione per brevi periodi, come case vacanza o altre forme di ricezione turistica. Questo provvedimento sembra mettere in discussione l'idea di favorire il turismo e il settore delle locazioni a breve termine.
Un'altra modifica riguarda l'IVA per le case green, con la detrazione Irpef del 50% per l'acquisto di immobili in classe energetica A o B che scade quest'anno. Nonostante si parli di possibili proroghe, queste non sembrano essere incluse nelle bozze della Manovra, mettendo a rischio gli incentivi per l'acquisto di abitazioni a basso consumo energetico.
Inoltre, i proprietari di immobili che hanno beneficiato del Superbonus potrebbero essere colpiti da una variazione importante. Dal 2024, le plusvalenze sulla vendita di immobili oggetto di interventi con il Superbonus conclusi da non più di cinque anni non saranno più considerate "redditi diversi." Questo significa che il 26% di tasse non sarà più calcolato solo sulla plusvalenza "scontata" del costo della ristrutturazione, ma sull'intera plusvalenza. Tuttavia, questa misura non si applicherà agli immobili ottenuti per successione e adibiti a prima casa negli ultimi cinque anni.
Infine, per i residenti in Italia che possiedono immobili all'estero, l'imposta sul valore degli immobili all'estero (Ivie) subirà un aumento significativo, passando dall'0,76% all'1,06%. Tuttavia, è importante notare che questa imposta non si applica agli immobili situati all'estero adibiti ad abitazione principale da otto anni.
In generale, queste modifiche sembrano rappresentare un aumento delle tasse per i proprietari di immobili, senza offrire chiarezza sulle possibili proroghe o vantaggi fiscali che avevano in passato. La situazione potrebbe causare preoccupazioni per coloro che investono nel settore immobiliare o che cercano di migliorare l'efficienza energetica delle loro abitazioni.





