Chez Nous - 22 settembre 2023, 12:30

Destinati a morire poveri

Più campi e più ti tagliano la pensione

Destinati a morire poveri

Ah, l'Inps e la sua brillante idea di tagliare l'emolumento mensile a chi osa vivere troppo! Che geni! Finalmente, qualcuno ha deciso di mettere fine a questa ingiustizia dove tutti ricevono lo stesso importo pensionistico, indipendentemente da quanto a lungo si spera di vivere o da quanto fosse faticoso il proprio lavoro.

Ecco, sicuramente i dirigenti e i piloti meritano pensioni più lunghe e più grasse.

Dopotutto, sono proprio loro a svolgere i lavori più estenuanti e stressanti.

Scommetto che il pilota medio è alla costante ricerca di un riposo dopo un massacrante volo in business class.

Non c'è niente di più logorante!

Ma non preoccupatevi, il governo ha un piano geniale per risolvere tutto. Ape Donna e part-time negli ultimi anni di lavoro per aiutare i giovani a trovare un lavoro. Perché chi ha appena terminato l'università non vede l'ora di essere istruito da un professionista con esperienza solo per un paio d'ore al giorno. E poi, cosa c'è di meglio che detassare le tredicesime? Sì, perché i pensionati hanno bisogno di più soldi per le vacanze esotiche.

E poi, consideriamo la differenza tra le regioni! È ovvio che vivere nelle Marche o in Umbria sia molto più difficile che in Campania o in Sicilia.

Per non parlare del fatto che le persone del Trentino Alto Adige sono semplicemente immortali, mentre le siciliane vivono appena abbastanza per gustare un buon cannolo.

Quanto sia giusto!

In sintesi, grazie all'Inps, finalmente ci stiamo muovendo verso un mondo in cui chi vive di più verrà punito finanziariamente per la sua eccessiva longevità.

E non dimentichiamoci del "logorio" causato dalla professione.

Sì, perché tutti sanno che sedersi a una scrivania a riempire documenti è così faticoso quanto pilotare un aereo o gestire un fondo di investimento.

Insomma, possiamo solo ringraziare l'Inps per averci aperto gli occhi su quanto sia ingiusto il sistema attuale.

Sarà un giorno glorioso quando finalmente potremo dire addio all'uguaglianza pensionistica e dare il benvenuto a un mondo in cui chi ha avuto la fortuna di essere nato nelle Marche può vivere felicemente con la sua pensione dorata mentre il resto di noi sopravvive con pane e acqua. Bravo, Inps, bravo!

L'ANTEFATTO

Chi percepisce una pensione più alta, vive in media 2,6 anni in più rispetto a chi percepisce la pensione più bassa. Gli uomini che appartengono al quintile di reddito più alto hanno una speranza di vita a 67 anni di circa 2,6 anni superiore rispetto ai pensionati che appartengono al primo quintile di reddito, quello più basso. E' quanto emerge dal XXII Rapporto annuale Inps, presentato oggi alla Camera. Per le femmine, i divari sono minori, ma comunque significativi e quello tra l'ultimo e il primo quintile è di 1,7 anni.

Per gli uomini, spiega il rapporto Inps, il gruppo più longevo risulta essere quello dei pensionati delle gestioni InpdaI, Volo e Telefonici che hanno un'aspettativa di vita di due anni superiore a quella dei lavoratori dipendenti (Fpld). Per le donne l'aspettativa di vita più lunga è quella delle pensionate liquidate in regime di totalizzazione e cumulo. C'è da dire, comunque, che esiste notevole eterogeneità nella speranza di vita non solo fra gestioni, ma anche all'interno di una stessa gestione che ricomprende lavoratori che svolgono attività e operano in settori spesso molto diversi (si pensi per esempio all'insieme dei contribuenti al Fpld).

 

piero.minuzzo@gmail.com

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