Vite in ascesa - 08 settembre 2023, 08:00

MONTE PANCHEROT Dalla cresta di salita una stupenda finestra sul Cervino

di Lodovico Marchisio

Dal Monte Pancherot finestra sul Cervino

Dal Monte Pancherot finestra sul Cervino

Ci sono cime come questa, che, anche se salita tanti anni fa, conservano nella memoria ricordi indelebili. Il Mont Pancherot è un’ardita montagna di 2614 m delle Alpi Pennine, in Valle d'Aosta. Si trova sopra Valtournenche e domina l’omonimo comune. Sulla vetta è posto il bivacco Giuseppe Usella, sempre chiuso e riservato alla Forestale.

Ricordo come fosse ieri che avevo abbinato il piacere della salita a quello di uno studio geologico condotto per conto del CAI. Per tale motivo avevo avuto una concessione particolare per accedere in auto fino al Crou de Tza, con un dislivello ridotto a 342 m, ma questo particolare l’ho citato solo per la cronaca perché partire a piedi da “Alpe Rayes de Proz” (1816 m), come tutti gli escursionisti, è un posto da favola e comporta solo 1,30 h in più rispetto al percorso da me effettuato e un dislivello di 800 m circa.

Il sentiero di avvicinamento sullo sfondo il Cervino

Altezza Massima raggiungibile: 2614 m

Tempo di salita: h 6 (senza i permessi per salire alla Diga di Cignana, 4.30 h con i permessi)

Tempo Totale (AR): 8,30 h (con i permessi 5,30 h in tutto)

Dislivello: 798 m senza permessi se si parte a piedi da “Alpe Rayes de Proz” (1816 m); con i permessi di circolazione da richiedersi alla Polizia di Valtournenche (Polizia Municipale Vigili Urbani 11028 Valtournenche (AO) - Localita' Cretaz, 4 se si parte da “Crou de Tza” (2272 m) con un dislivello ridotto a 342 m.

Difficoltà: Via Escursionistica: EE – Via alpinistica: AD

Materiale occorrente: Via escursionistica: bastoncini da trekking (consigliabili): Via alpinistica: Imbrago, casco, reverse o vecchio “otto”, per breve corda doppia, corda da 50 m, rinvii, cordini

Accesso in auto: Autostrada di Aosta, uscita a Chatillon, Valtournenche, Fraz. Crepin, Alpe Rayes de Proz” (1816 m). Fine strada per tutti

Località di partenza: Alpe Rayes de Proz” (1816 m)

Località di arrivo: idem (anello)

Descrizione Itinerario: (Vie Alpinistica ed Escursionistica alla cima)

Via alpinistica: (Via Bertazzi, Cresta Sud-Est, rinominata anche se la salita integrale è stata compiuta per la prima volta dalla Guida Luigi Carrel con un cliente non citato nell’anno 1936). Dal parcheggio dell’Alpe Rayes de Proz” (1816 m) salire per scorciatoie (sentiero) accanto alla strada chiusa al traffico normale sino a raggiungere comunque il parcheggio alto (1 h), raggiungibile in auto solo con i permessi, del Crou de Tza” (2272 m). Da qui nei due casi salire comunque alle Alpe di Cignana (inizio diga) e volgere a destra (verso di salita) dove inizialmente un buon sentiero permette agli alpinisti di raggiungere agevolmente la cresta nel primo tratto erbosa, che caratterizza la nostra salita (40 min dal parcheggio alto – 2,10 h dal parcheggio basso).

Il tratto finale

Da qui inizia il tratto più delicato dell’intera salita consistente nel superamento di zolle erbose frammiste a terra, tra le quali la traccia si perde. La cresta, inizialmente composta da erba scivolosissima, viene chiamata dai francesi e anche nel “patois” locale: “Mauvais pas”. Evitando sulle prime la cresta ci si può appoggiare in alternativa a zolle erbose con solchi lasciati dagli animali, che facilitano questo tratto un po’ delicato (meglio non scivolare).

Ci si porta così con molta attenzione a quota 2390 m in una zona più sicura e meno scivolosa che conduce in breve all’inizio della cresta rocciosa vera e propria. Qua giunti occorre legarsi in cordata. Si supera subito un primo tratto di roccia buona di I° e II° alto circa 40 m.

Successivamente si può procedere in “conserva” (cioè muovendosi insieme con un po’ di corda in mano al capocordata e cognizione di causa, poiché in caso di scivolata, difficilmente ci si potrà sorreggere a vicenda senza essere coinvolti entrambi nella caduta). Con questo “sveltimento” della progressione si raggiunge agevolmente la cima di un cocuzzolo roccioso intermedio oltre il quale la cresta s’impenna con un salto di 12 m nel vuoto.

Vi sono spit, chiodi e anelli per la piacevole e breve calata in corda doppia. Evitare inutili aggiramenti che vi complicherebbero solo la vita. Dal fondo della corda doppia, rimettersi in cordata per traversare un tratto esposto che conduce su un pianoro sospeso, dal quale si raggiunge camminando l’imponente obelisco finale alto più di 50 m su cui è concentrata tutta la parte più remunerativa della scalata stessa. Arrampicata su roccia ottima, appigliata, espostissima, ma altamente gratificante.

Il centro della placca è ben servita da chiodi e da due soste poste a 25 m una dall’altra. La Guida ai Monti d’Italia (Alpi Pennine Vol. 2°) consiglia la traversata sullo spigolo di sinistra più facile, ma più sprotetto. Teniamo conto che tutta la via è stata riattrezzata più volte. La placca centrale impone passaggi isolati di IV° classico non tecnico.

Al termine della sublime placca che si vorrebbe non avesse mai fine, ci si trova nei pressi della vetta in prossimità della bella croce sommitale.

In vetta al Monte Pancherot

Discesa e Via Escursionistica: Dalla cima si percorre integralmente la facile cresta, che scavalca tutte le vicine anticime rivolte a sud, con saliscendi che conducono al Colle della Finestra di Cignana (2298 m). Da qui percorrendo una minima parte della Grande Balconata del Cervino si scende ad Evenere - Les Vorpilles con ritorno diretto alla partenza bassa dell’Alpe Rayes de Proz” (1816 m) nei pressi di Crepin (calcolare 2,30 h). In discesa, dalla vetta al parcheggio superiore, riservato agli operatori, scendendo direttamente alla diga, calcolare 1 h circa. Si consiglia tale salita per il sentiero della via normale alla vetta, spettacolare come panorama, in special modo per gli escursionisti.

ascova

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