ECONOMIA - 11 dicembre 2021, 10:29

La UilTucs Valle d'Aosta e lo sciopero del 16 dicembre

Le Lavoratrici ed i Lavoratori italiani hanno le retribuzioni più basse dell’Europa occidentale

Raffaele Statti

Raffaele Statti

E’ incredibile come il Governo, il Parlamento ed i Partiti italiani, rimangano insensibili ed indifferenti verso le condizioni economiche e quindi di vita, delle Lavoratrici e dei Lavoratori italiani. Nel 2022 arriveranno all’Italia 50,307 miliardi di euro dall’Europa per favorire la ripresa economica e per intervenire sulle problematiche sociali della popolazione.

Le Lavoratrici ed i Lavoratori italiani hanno le retribuzioni più basse dell’Europa occidentale. Ciò nonostante i contratti non si rinnovano mantenendo ferme le retribuzioni e non si riducono le tasse alle Lavoratrici ed ai Lavoratori per aumentare almeno il netto retributivo.

Mediamente nei Paesi Ue gli uomini vanno in pensione a 64 anni e 4 mesi, le donne a 63 anni e 4 mesi: gli italiani vanno, dunque, in pensione 2 anni dopo rispetto agli altri cittadini europei. Questo dato è destinato a crescere, poiché i requisiti anagrafici per l’accesso alla pensione, in Italia, sono ancorati all’aspettativa di vita e vengono costantemente aggiornati.

Non si fanno passi avanti nel riconoscere i lavori usuranti, che consentirebbero di andare in pensione un po’ prima del tempo a molti Lavoratrici e Lavoratori del commercio, della sanità privata, delle mense e della vigilanza. Dare più soldi a coloro che ne guadagnano pochi, non solo sarebbe un atto di giustizia sociale, ma anche una spinta all’economia, in quanto sarebbero spesi nei consumi di prima necessità aiutando questa ampia parte della popolazione ad arrivare dignitosamente a fine mese.

INVECE NO !!! Il Governo, il Parlamento ed i Partiti italiani preferiscono fare sconti fiscali a coloro che guadagnano più di 75.000 euro l’anno, affinchè aumentino il loro conto in banca. Forse sconti fiscali e contributivi agli imprenditori con la scusa banale di favorire l’occupazione e le imprese. Sulle pensioni preferiscono tornare alla legge Fornero, mandando da qui a qualche anno le lavoratrici ed i Lavoratori in pensione a 70 anni, fregandosene di coloro che si spaccano la schiena e che non ce la fanno più a lavorare.

LORO SONO DALLA PARTE DEI RICCHI La UIL è senza se e senza ma con  le Lavoratrici ed Lavoratori, stando con loro INSIEME PER LA GIUSIZIA.

Raffaele Statti

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