'Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro'. Questo lo slogan con il quale i sindacati confederali scendono in piazza in Valle d'Aosta per sensibilizzare l'opinione pubblica e soprattutto il mondo politico sul tema degli infortuni sul lavoro, sempre più drammaticamente attuale.
Come in tante altre città italiane le sigle di Cgil, Cisl e Uil manifestano oggi giovedì 20 maggio in piazza Deffeyes ad Aosta, sotto le finestre del Palazzo regionale "in una giornata di riflessione e impegno per fermare la strage di donne e uomini nei luoghi di lavoro - spiega Igor De Belli (Fp Cgil VdA) - perché il tema della salute e sicurezza sul lavoro è ormai una vera e propria emergenza e nessuno deve nascondere la testa dall'altra parte".
In base ai dati dell’Inail, le denunce di infortunio sul lavoro da gennaio a marzo 2021 in Italia sono state 128.671, in diminuzione di oltre duemila casi rispetto a quelle del primo trimestre del 2020. Un numero che solo a prima vista sembra rassicurante, ma che in realtà nasconde insidie.
Prima di tutto hanno inciso le chiusure, le limitazioni e le zone rosse, istituite per frenare la corsa del virus. E poi, scendendo nel dettaglio, si scopre che il numero delle denunce con esito mortale sono state 185, ben 19 in più rispetto alle 166 dello stesso trimestre del 2020.
I sindacati chiedono che si arrivi a definire un patto per la sicurezza e che si attivi una cabina di regia permanente alla presidenza del Consiglio tra governo e patti sociali. Gli obiettivi sono una formazione adeguata per ogni lavoratore, l'inserimento nei programmi scolastici, almeno delle superiori, di una materia riguardante la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, ma anche il miglioramento delle ispezioni, più investimenti sulla ricerca tramite l'Inail, il rafforzamento della rappresentanza sindacale nelle aziende, oltre alla valorizzazione della contrattazione come misura di prevenzione e a una patente a punti per le imprese.
QUI L'INTERVENTO DI JEAN DONDEYNAZ, SEGRETARIO REGIONALE DELLA CISL VDA





