CRONACA - 26 marzo 2021, 08:00

Sempre più numerosi i dossi fantasma sulle strade valdostane

I dossi fantasma si trasformano in una trappola, non sempre le amministrazioni locali osservano la puntuale disciplina in materia

Sempre più numerosi i dossi fantasma sulle strade valdostane

È una delle tante emergenze che stanno asfissiano la Valle d’Aosta. Le strade sono costellare di dissuasori della velocità ma non sono segnalati orizzontalmente. Le cose si fanno ma poi si deve fare manutenzione

Onore almerito per il sindaco di Gressan, Michel Martinet, che aveva fatto realizzare sulle strade i dossi ma che una volta posizionati gli autovelox li ha fatti rimuovere.

All’inferno, invece, i sindaci e chi è responsabile della viabilità sulle strade regionali che non elimina i dossi ma nemmeno si preoccupa di segnalarli (L’assessore Marzi oltre che i comunicati faccia anche intervenire chi di competenza, ndr.)

Infatti troppi dossi non si vedono o si vedono all’ultimo momento perché non adeguatamente segnalati sull’asfalto. I rallentatori di velocità installati anni fa sono usurati per il continuo passaggio di veicoli e in parte sono stati rimossi in vista di alcuni lavori su carreggiata e sottoservizi, non più ripristinati a dovere.

I dossi fantasma si trasformano in una trappola, non sempre le amministrazioni locali osservano la puntuale disciplina in materia.

La Direttiva del Ministero dei lavori pubblici del 24-10-2000 la quale recita: “I dossi collocati su itinerari di attraversamento dei centri abitati, lungo le strade più frequentemente percorse dai veicoli di soccorso, di polizia o di emergenza, o lungo le linee di trasporto pubblico, devono essere rimossi”. Inoltre devono essere zebrati: giallo alternato al nero a strisce parallele; la maggior parte sono invece neri come l’asfalto.  ma non basta, la questione più spinosa è quella relativa alle dimensioni.

  • Occhio alle dimensioni

Infatti, spesso, sia i nostri ammortizzatori e sia la nostra schiena, anche a velocità ridottissime, percepiscono attraversando i rallentatori dislivelli esagerati e questo si tramuta in pericolo di incidente, soprattutto se posti in curva, specie nelle ore notturne e per quei veicoli dall’impronta

sportiva, meno inclini ad incassare sbalzi e asperità della sede stradale. Sulle fattezze l’art. 179 Reg. esecuzione e attuazione del c.d.s. è stato chiaro: pari od inferiori a 50 km/h larghezza non inferiore a 60 cm e altezza non superiore a 3 cm; non superiore a 5 cm; a 30 km/h larghezza non inferiore a 120 cm e altezza non superiore a 7 cm. I tipi a) e b) devono essere realizzati in elementi modulari in gomma o materiale plastico, il tipo c) puo’ essere realizzato anche in conglomerato. Nella zona interessata dai dossi devono essere adottate idonee misure per l’allontanamento delle acque. Nelle installazioni in serie la distanza tra i rallentatori di cui al comma 4, deve essere compresa tra 20 e 100 m a seconda della sezione adottata.

  • I problemi dei centauri

Per i motociclisti, un dosso troppo elevato e mal segnalato è una insidia da non sottovalutare, si può perdere il controllo, essere sbalzati, impennare involontariamente, molti cittadini sono solidali con le amministrazioni che adottano rallentatori sproporzionati, percependoli come strumento volto al rispetto delle norme del c.d.s., ma non si può prescindere dalle prescrizioni che riguardano la loro collocazione e struttura, né aggirare le disposizioni ricorrendo a “passaggi pedonali rialzati” anzi “troppo rialzati”. La normativa nasce e viene integrata con l’intento di indurre l’utente della strada a ridurre la velocità, ma è lampante che dossi fuori legge hanno, invece, la funzione di punire, con danni ai veicoli o ai mezzi, anche coloro che essendo normalmente prudenti si sono trovati dinanzi a vere rampe non segnalate adeguatamente assumendo casualmente il ruolo di stuntman!

Chi diventa vittima di dossi irregolari o non segnalati correttamente, al fine di adire il giudice di pace ( ricorsi fino a 2.582,28 euro oltre è competente il tribunale del luogo in cui si trova il dosso), ha l’onere di far verbalizzare l’accaduto dalle forze dell’ordine.

pi.mi.

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