Chez Nous - 19 settembre 2020, 12:00

Nani e titani

Nani e titani

E’ difficile in questo difficile momento capire chi sono i nani ed i titani della nostra politica. Ma le elezioni potranno darci un contributo per capire la linea di demarcazione tra i tanti nani ed i pochi titani che popolano la nostra Petite Patrie. Si è soliti dire che quando il sole tramonta anche i nani fanno ombra. Ma si tratta di un’ombra che dura pochi minuti così come poche ore è durato il tentativo di destabilizzare la conclusione della campagna elettorale sostenendo che Augusto Rollandin era impresentabile.. La notizia lanciata da Roma ha trovato in Valle tanti meschini megafoni che sono però andati in tilt in un paio di giri delle lancette dell’orologio.

Infatti Rollandin è presentabilissimo perché candidabile ed eleggibile; diversamente il suo nome sarebbe stato cancella dalla lista Pour l’Autonomie (la numero 9 sulla scheda elettorale). Il tentativo messo in atto è la prova provata che Rollandin fa paura ai nanetti ma non solo. La sua presenza crea apprensione in chi pensava di averlo cancellato dalla politica valdostana. Lui, invece, ha lavorato sotto traccia, ha tenuto i contatti con il territorio e zacchete come un fendete la sua lista ha spento tanti sogni e sciolto altrettante certezze.

La ‘rinascita’ di Rollandin, si voglia o meno, è la prova provata che i nostri politichini non conoscono più la Petite Patrie e la Petite Patrie non si riconosce più nel loro agire perché si limitato soltanto alle frasi ad effetto o a denigrare gli avversari politici inceve di presentare programmi e illustrare progetti. E’ per questo che in Valle spira il vento dell’insofferenza nei confronti di ripescati, di volta gabbana, di opportunisti, o cercatori di poltrone.

Chiusa la parentesi Rollandin è triste constatare che nelle liste figurano nani aspiranti titani. Sarà interessante constatare i voti di preferenza ottenuti dai tanti candidati messi in lista più fper far numero che per meriti politici. Infatti, sono elezioni che coincidono con la crisi di quasi tutti i partiti e la nascita di componenti che poco potranno incidere sulle politiche della regionali.

Partiti, liste e movimenti in crisi di leadership dove i nani antepongono aspettative personali a quelle collettive senza risparmiarsi invettive di vario genere. La Petite Patrie con il suo claudicante passo e debole peso politico, dimostra quanto sia incerta e confusa la realtà italiana, un Paese destinato a fare i conti con leadership prive di credibilità e di obiettivi se non almeno di carattere.

C’è chi ha parlato di una sorta di appendice geografica gelatinosa che si muove senza amalgama, dove coloro che dovrebbero essere gli interlocutori dei cittadini giocano alla difesa della propria rendita di posizione. 

 E ancora, “una terra costretta, con tante possibili responsabilità a guardare alle lotte tra famiglie politiche che si consumano giornalmente quasi come se non avesse mai superato un portale del tempo, restando impaludata nel più tragico oscurantismo dei secoli bui, sperando che il vincitore distribuisca ai fedeli elettori del momento premi senza sudore”.

Come districarsi tra tanti nani e pochi titani? Semplice; basta considerare chi realmente ha progetti per  ricostruire un rapporto che in questa terra è venuto meno e che oggi vive un momento buio rispetto al rapporto politica comunità.

piero.minuzzo@gmail.com

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