AGRICOLTURA - 29 giugno 2020, 16:17

Omologati cinque cloni di vitigni autoctoni realizzati dallo Iar

La sede di degustazione dell'Institut agricole régional

La sede di degustazione dell'Institut agricole régional

Raccoglie i frutti di un intenso lavoro l'Institut agricole régional-Iar, che ha ottenuto l'iscrizione di cinque nuovi cloni di vitigni autoctoni: due Fumin (IAR-F18 e IAR-F33), un Mayolet (IAR-M25), un Prié rouge (IAR-PMT11) e un Prié blanc (IAR-PRB1).

"Appaiono particolarmente interessanti i due Fumin - spiegano i tecnici dello Iar sulla pagina Fb dell'Institut - IAR-F33 si caratterizza per un contenuto in zuccheri significativamente più elevato oltre che per l’eccezionale contenuto di polifenoli ed antociani, mentre IAR-F18 presenta un vigore contenuto ed una buona produzione, risultando particolarmente equilibrato dal punto di vista vegeto-produttivo. Al fine di assicurare il mantenimento della diversità genetica questi cloni dovrebbero essere sempre affiancati da materiale standard selezionato ed esente da virosi".

Le caratteristiche dei cloni sono descritte sinteticamente nelle pagine del Registro Nazionale all’indirizzo catalogoviti.politicheagricole.it/catalogo.php

i.d.

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