CRONACA - 24 ottobre 2018, 17:00

Obsolescenza programmata Oggi con Antitrust i frutti della battaglia inziata nel 2014

L’Antitrust accoglie le richieste di Altroconsumo di sanzionare Apple per la pratica odiosa del rendere inutilizzabili i prodotti per mancanza di aggiornamenti

Obsolescenza programmata Oggi con Antitrust i frutti della battaglia inziata nel 2014

Dall’ottobre 2014 Altroconsumo ha sostenuto quanto fosse critico il problema dell’obsolescenza programmata: già allora Apple aveva reso necessario un piccolo cacciavite particolare per intervenire sull’IPhone che però era introvabile. Da allora le segnalazioni di Altroconsumo si sono succedute sino al culmine della denuncia all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato di gennaio scorso che ha portato alla decisione resa nota oggi.

 

Commenta Ivo Tarantino, responsabile Relazioni esterne Altroconsumo: “È una decisione storica che finalmente ristabilisce il diritto del consumatore a poter fruire di prodotti funzionanti. Non possono esistere scuse quali quelle che l’hardware sia troppo vecchio per stare al passo con il software. La catena dell’innovazione non deve essere fatta subire al consumatore, ma deve essere al servizio degli utenti che devono poter disporre di prodotti che funzionano non solo al momento dell’acquisto ma anche negli anni a seguire. Qual è il reale valore di un telefono che mi costa centinaia di euro ma al primo aggiornamento diventa inservibile?”.

 

Per Altroconsumo il rilascio da parte di Apple di aggiornamenti software non era accompagnato dall’informativa sulle possibili conseguenze in termini di ridotta funzionalità o lentezza nelle prestazioni, configurando una pratica commerciale scorretta. A questo si aggiunga che la fiducia che il consumatore nutre nel marchio Apple ne limita la capacità di scelta di questi ultimi inducendolo a fare affidamento su un aggiornamento che si è poi rivelato in grado di danneggiare o di ridurre la funzionalità del proprio dispositivo.

 

Inoltre, l’Antirust, ravvisa anche una mancanza di diligenza professionale in quanto Apple non ha fornito agli acquirenti le informazioni complete e le procedure evitare che il proprio dispositivo perdesse il livello di prestazioni e le elevate caratteristiche tecnologiche per i quali erano stati acquistati.

altroconsumo

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