Non si riesce più a tenere il conto dei bandi che il nuovo vertice del casinò di Saint Vincent ha pubblicato sul sito aziendale per la ricerca di esperti, consulenti e quant’altro possa, secondo Albert Chatrian, servire per rilanciare il casinò. Un casinò che nonostante l’avvento delle idee al potere continua a rimanere ancorato alla situazione Scordato come un transatlantico in darsena per la demolizione.
Mentre si vocifera che la società Deloitte Touche Tohmatsu (anche chiamata Deloitte & Touche e nota come Deloitte) sia stata prescelta per i servizi di consulenza e revisione, Giulio Di Matteo ha pubblicato un nuovo avviso di ricerca professionisti per la consulenza fiscale e contabile della Casinò de la Vallée Spa; scadenza 11 maggio 2017. Per saperne di più clicca qui.
Con tutta questa informata di consulente c’è da chiedersi cosa farà il personale amministrativo della società visto che fino ad oggi il lavoro è stato svolto regolarmente. Avanti così ci saranno più dirigenti e consulenti che dipendenti. Ma c’è da chiedere se Chatrian ha scelto l’avvocato Giulio Di Matteo per scrivere i bandi e gli avvisi per la ricerca dei professionisti in grado di far decollare la nostra casa da gioco o per guidare il casinò.
Se Finaosta avesse affidato l’incarico di redigere un piano industriale ad una società esperta del settore e poi nominare i vertici aziendali sarebbe ro stati spesi meno soldi. Con meno di 100mila euro Chatrian poteva avere un piano industriale modello Las Vegas.
Ma l’azione del governo Marquis è la conferma che la gatta per la fretta partorisce gattini ciechi. Ed il casinò pare proprio infilato in un vicolo cieco. Infatti va peggio di quando Chatrian diceva che andava male.
E andrà ancora peggio se i sindacati adirano le vie legali per condotta antisindacale dando corso alla diffida inviata all'azienda quando ha sostituito il personale in sciopero con altre figure professionali.
Infatti da Venezia rimbalza la notizia che il giudice ha dato ragione hai sindacati contro il Comune di Venezia perché avrebbe agito in maniera antisindacale nella vicenda del Casinò. Il fatto risale ad alcuni mesi fa quando gli addetti al servizio ispettivo avevano indetto uno sciopero per il taglio delle indennità dei dipendenti e il comune li aveva sostituiti.





