"Il popolo valdostano è pronto a lottare civilmente e democraticamente per difendere, ribadire e soprattutto incrementare la propria autonomia di fronte a chi vorrebbe toglierlela". E' questo il concetto più volte espresso da Augusto Rollandin, Presidente della Giunta, nel suo intervento alla Festa della Valle d'Aosta, svoltasi oggi a Palazzo regionale, che riunisce le celebrazioni per il 71esimo anniversario dell'Autonomia e del 69esimo anniversario dello Statuto speciale.
Il Presidente Rollandin ha sottolineato:
"Settantuno anni fa il Consiglio dei Ministri ha sancito, con i decreti luogotenenziali 545 e 546, l’autonomia della Valle d’Aosta. Un’autonomia che affonda le sue radici nella storia millenaria delle popolazioni di questa nostra regione alpina. Popolazioni e genti che hanno sempre lottato in difesa delle proprie tradizioni, dei propri costumi, delle proprie peculiarità, intimamente legate alla natura del territorio. L’autonomia di cui gode la Valle d’Aosta è frutto di una lunga lotta politica: già nel 1267, ai tempi di Pietro II di Savoia, nessuna delle patries del regno vantava un’autonomia così spiccata come la patrie d’Aoste.
Un’autonomia che, nel 1589, il Coutumier- senz’altro il più articolato e moderno documento di diritto consuetudinario redatto per iscritto in Europa- evidenzia come determinante per la forte volontà di autogoverno della popolazione valdostana. In epoca ben più recente, i valdostani Emile Chanoux, Ernest Page e Federico Chabod presero parte al convegno clandestino di Chivasso, sottoscrivendo un documento fondamentale nella storia del popolo valdostano che, oltre a porre l’accento sullo spirito di autodeterminazione della nostra regione, prelude alla visione politica di Emile Chanoux, inserendo la piccola realtà valdostana non in un’Europa di stati ma in un’Europa dei popoli. A proposito di Europa, sessant’anni fa, nel 1957, vennero siglati i trattati di Roma, con i quali fu istituita la Cee. Un’unione europea che 25 anni fa, con la firma del trattato di Maastricht, stabilì le regole politiche e i parametri economici e sociali necessari per l'ingresso dei vari Stati aderenti.
Un’unione che, tradendo in parte la visione politica unitaria dei padri fondatori, ha assunto i connotati di una entità sovranazionale puramente economica, caratterizzata da una sostanziale sudditanza della politica rispetto alla finanza, con le drammatiche conseguenze di carattere sociale che tutti ben conosciamo, acuite da una crisi economica senza precedenti. E’ possibile che, per uscire da questo difficile momento sociale ed economico, non esistano altre soluzioni se non quella di invertire l’attuale processo di disgregazione e tornare a quell’ Europa dei popoli, già teorizzata da Emile Chanoux, che consentirebbe la rinascita del modello sociale europeo originario, caratterizzato da una forte impronta democratica e, soprattutto, volto a mettere al centro dall’agire politico l’essere umano.
E’ in questo senso che il Governo regionale si è impegnato per rafforzare e dare concretezza alla Strategia dell'Unione europea per la MacroRegione Alpina (EUSALP). Un progetto nato dalla risoluzione politica firmata a Grenoble il 18 ottobre 2013, cui ha, da subito, preso parte la Valle d’Aosta, per portare avanti interventi in settori strategici, quali l’innovazione, la ricerca, la connettività, le infrastrutture, l’energia, l’ambiente e la biodiversità, con lo scopo di tutelare e aumentare il benessere delle popolazioni che vivono le Alpi. Ci stiamo lavorando".
Une sauvegarde internationale
"À Bruxelles, la Vallée d’Aoste est présente dans toutes les instances, pour contribuer à assurer une croissance à la fois durable et respectueuse de l’environnement. Notre projet – et nous savons qu’il est ambitieux – est de promouvoir le plein emploi, en nous appuyant sur la compétitivité et l’innovation, mais aussi en consolidant et en diversifiant les activités économiques typiques de chaque Région, dans une optique de solidarité entre zones de montagne et zones urbaines.
L’idée fondatrice de la Macrorégion alpine est d’encourager le développement du territoire en assurant une mobilité durable grâce à une montée en puissance des services, à la création d’infrastructures pour la communication et à une gestion attentive de l’énergie et des ressources naturelles, qui constituent notre patrimoine. Et ces projets sont accueillis favorablement par les différentes Commissions du Parlement européen, dont nous attendons des réponses concrètes en termes de soutien financier.
Du point de vue politique, notre objectif est de bloquer ce processus d’effacement des particularismes et de nivellement culturel, que nous connaissons mieux sous le nom de « globalisation » ou de « pensée unique », et dont les conséquences sont désastreuses : la globalisation est à la base de la plupart des conflits qui ravagent notre planète, qui deviennent chroniques et qui engendrent ces flux migratoires que nous connaissons tous et dont nous subissons les retombées. S’opposer à ce processus, c’est, à l’échelon local, préserver notre autonomie en entretenant notre système des collectivités locales, grâce à l’adoption de politiques de croissance économique durable et à une assistance sociale bien structurée, qui accompagne le citoyen tout au long de sa vie, le soutient dans les moments difficiles et assure des prestations de qualité dans le cadre du système de santé publique.
Mais c’est aussi aider les agriculteurs à accéder aux fonds européens destinés à l’agriculture de montagne, qui leur sont nécessaires pour poursuivre leurs activités et, ce faisant, favoriser l’entretien du territoire et la salubrité des produits alimentaires. C’est également poursuivre les interventions lancées et les projets qui permettront aux jeunes d’étudier en toute sécurité dans des écoles et d’y suivre des cursus d’excellence, en ayant accès à ce système de connexions qui peut ouvrir la Vallée d’Aoste sur le monde. Aujourd’hui plus que jamais, nous devons parvenir à faire coïncider notre programme politique – qui contient les aspirations d’une Vallée d’Aoste autonome, respectueuse de ses origines et consciente de l’importance de son autonomie – avec la possibilité concrète d’avancer dans cette direction, la seule valable pour notre Région, il me semble".
Restare uniti a baluardo dell'Autonomia
"L’autonomia valdostana, per resistere al processo, già in atto, di annullamento dei particolarismi e delle autonomie dei popoli, necessita di grande compattezza. L’agire politico stesso, perché sia efficace, non può prescindere da unità e governabilità. Le Istituzioni valdostane hanno bisogno, oggi, della collaborazione di tutte le forze politiche per produrre risultati tangibili e per dare ai cittadini le risposte che, nella situazione attuale, risultano particolarmente urgenti, per far fronte a una realtà sociale ed economica che negli ultimi dieci anni è completamente mutata. Molte volte, le responsabilità di questo cambiamento ricadono sulle Istituzioni tutte e, in particolare, sulla politica.
Vi è un richiamo alla responsabilità da parte dei cittadini, a cui noi, referenti di politica e Istituzioni, possiamo rispondere soltanto con l’impegno costante e la serietà delle azioni di governo, in un clima di serietà e condivisione. Mi auguro che questa festa sia l’occasione per portare la riflessione attorno all’esigenza di un programma comune per poter innanzi tutto procedere con un’azione politica efficace e coerente, come ci viene chiesto dalla comunità. Come è stato evidenziato con il filmato di apertura, ricorre, quest’anno, anche il 71esimo anniversario della ricostituzione dei Comuni, soppressi dal regime fascista. I Comuni sono custodi di un patrimonio straordinario e da sempre ricoprono un ruolo determinante per il nostro sistema di autonomia.
A questo proposito, voglio ricordare l’emendamento, presentato dal Senatore Albert Lanièce, alla riforma Madia, che va nella direzione di una maggior tutela dei Comuni valdostani. Il Governo nazionale ha accolto l’istanza fortemente voluta dal Sistema Valle d’Aosta che dallo scorso novembre si è adoperato in tutte le sedi istituzionali per evitare l’obbligo della dismissione delle partecipazioni dei Comuni della nostra regione nelle centraline idroelettriche. Il grande lavoro svolto dai parlamentari valdostani, in collaborazione con la Regione e il Celva, ha portato a questo importante risultato. Occorre ripartire da qui. Dalla sinergia tra Enti locali, dalle nostre piccole realtà, dalle quali sono nati grandi progetti e grandi persone.
Per questo sono felice, oggi, di consegnare insieme al Presidente del Consiglio regionale Andrea Rosset e al Presidente della collettività degli Enti Locali Franco Manes, l’onorificenza di Chevalier de l’Autonomie a Sergio Pellissier, un valdostano che, partendo da un piccolo Comune come Fénis, è riuscito a portare a grandi risultati una piccola realtà calcistica come il Chievo, e a Germano Henriet, che ha saputo tradurre l’amore per la propria terra in un grande impegno imprenditoriale, che ha contribuito allo sviluppo della nostra regione.
A loro, a nome del Governo regionale, voglio dire grazie, così come voglio ringraziare i due nuovi Amis de la Vallee d’Aoste, Marco Magnifico e Daria Bignardi, che frequentando la nostra regione hanno saputo cogliere la passione che ogni valdostano ha per la propria terra, portandola nel mondo attraverso le loro attività".




