Nel giorno del dolore c'è anche spazio per alcune considerazioni sulla sicurezza di quel tratto di strada regionale 46 della Valtournenche dove oggi sono morti tragicamente fratelli Marco e Matteo Giovannini, e che negli anni è stato teatro di altri incidenti, alcuni anche mortali.
Fu proprio di fronte alla centrale elettrica di Covalou che l'auto di un rappresentante della Wurth uscì di strada alcuni anni fa: l'uomo morì sul colpo. Nella prima metà degli anni 2000 furono due auto e un furgone della Deval con tre operai a bordo a finire fuori strada: cinque feriti. Nel 2009 in quello stesso punto l'Honda Civic di una valdostana si ribaltò e lei se la cavo con ferite e contusioni; negli anni '80 furono almeno tre gli incidenti che solo per un miracolo non causarono morti ma 'solamente' quattro feriti gravi (due di loro furono i fratelli Salto, figli del macellaio di Antey). “E' un tratto di strada poco esposto al sole, quindi d'inverno resta ghiacciato per molte ore – spiega il sindaco di Torgnon, Daniele Perrin, che quella strada la percorre praticamente tutti i giorni – inoltre il rettilineo 'invita' ad accelerare e in caso di asfalto viscido è facile perdere il controllo dell'auto”. Secondo alcuni residenti di Antey-Saint-André, “sarebbe opportuno segnalare in modo evidente la pericolosità di quel tratto, come avviene per altre zone a rischio di sbandata come il ponte dell'Equilivaz a Morgex”.





