- 04 agosto 2013, 08:40

Il vallone dell'Alleigne e l’agricoltura

Legambiente risponde a Coldiretti sulla pista di Alleigne. Il giorno in cui la mulattiera sarà stata distrutta completamente, il sito devastato e magari declassato e i trattori arriveranno agli alpeggi, siamo sicuri che sarà stato reso un servizio all’agricoltura?

La mulattiera oggi. In basso la mulattiera (Foto Legambiente)

La mulattiera oggi. In basso la mulattiera (Foto Legambiente)

Il vallone dell’Alleigne, nella valle di Champorcher, possiede tre “atouts” che, sommati, possono dare a questa valle una marcia in più, qualcosa che non si trova in nessun altro luogo.

Il primo è la mulattiera, un manufatto storico, di interesse etnografico e culturale, un monumento che, da solo, vale la visita ai luoghi.

Il secondo è la ricchezza e la varietà della flora, particolare e diversa da quella del resto della valle d’Aosta, che ha valso ai luoghi il titolo di Sito di Importanza Comunitaria. L’habitat protetto costituisce motivo di richiamo per gli escursionisti amanti della natura e nello stesso tempo, poiché permette l’accesso all’Alta Via n. 2, per coloro che praticano il trekking e la camminata in montagna.

Il terzo è l’agricoltura di qualità: negli alpeggi ristrutturati i passanti e i turisti possono vedere le mucche pascolare e mangiare quella bella erba fiorita nei prati: di conseguenza poi comprano volentieri il formaggio prodotto in quella località, forse proprio perché sanno che la strada non ci arriva e quindi contano sul fatto che il prodotto sia più naturale.

Legambiente ha a cuore tutti e tre questi aspetti, sempre e in tutte le proprie azioni.

Ogni volta che è possibile coglie l’occasione per dare informazione ai propri soci sulle manifestazioni organizzate dalla Coldiretti e di parteciparvi a livello individuale e personale, nella convinzione che in quelle situazioni si possano trovare dei prodotti a km. zero, naturali e di qualità.      

Come Legambiente della Valle d’Aosta abbiamo promosso parecchie volte, soprattutto in questi ultimi anni, una gita in Alleigne e l’abbiamo sempre conclusa con l’acquisto dei prodotti dell’alpeggio di Ourty. 

Il giorno in cui la mulattiera sarà stata distrutta completamente, il sito devastato e magari declassato e i trattori arriveranno agli alpeggi, siamo sicuri che sarà stato reso un servizio all’agricoltura?

Se poi, potendo arrivare lassù con gli escavatori, si vorrà, come è stato fatto nel vallone di Comboè, spianare i prati, liberarli dai sassi, bonificarli dalle acque sotterranee, riseminarli di una banalissima erba comune (il tutto naturalmente per rendere più agevole il lavoro degli agricoltori), di sicuro non arriveranno più turisti né escursionisti, di sicuro il formaggio prodotto non sarà più lo stesso e non si venderà più allo stesso modo. 

Siamo sicuri che è questo che vuole la Coldiretti, che è questo che serve agli agricoltori, che è così che pensiamo di promuovere l’agricoltura naturale e di qualità?

Il 18 agosto saremo in Alleigne. Aspettiamo gli agricoltori e i responsabili della Coldiretti per vedere insieme, sul posto, il valore delle opere e dei luoghi che si stanno distruggendo e l’inutilità dei lavori iniziati ai fini del raggiungimento degli alpeggi.

Legambiente della Valle d’Aosta

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