ATTUALITÀ - 01 novembre 2012, 10:30

Ognissanti si dimentica del cimitero di Sant'Orso

Ospita le tombe e le lapidi dei personaggi illustri che hanno fatto la Storia della nostra regione, in questi ultimi anni visitato più dai tombaroli che dai cittadini, chiuso al pubblico e in corso di 'restitution', ma chissà quando. Questa mattina neanche un fiore sulla cancellata chiusa

Uno scorcio del cimitero di Sant'Orso, pochissimi vasi di fiori freschi e clima di abbandono

Uno scorcio del cimitero di Sant'Orso, pochissimi vasi di fiori freschi e clima di abbandono

 "Una tipica giornata di Ognissanti", commenta l'anziano pensionato guardando il cielo grigio e freddoloso mentre passa di fronte al cimitero di Sant'Orso. E grigio e triste lo è anche lo storico camposanto di Aosta, quello che ospita le tombe e le lapidi dei personaggi illustri che hanno fatto la Storia della nostra regione, in questi ultimi anni visitato più dai tombaroli che dai cittadini, chiuso al pubblico e in corso di 'restitution' , ma chissà quando poi sarà restituito alla città, visto che dalla  data d'inizio dei lavori ad oggi nulla o quasi sembra essere cambiato nel vecchio cimitero.

Questa mattina neanche un fiore sulla cancellata chiusa, solo due o tre vasi fra le tombe, messi da quei pochi che ancora ricordano e non vogliono dimenticare. E che soprattutto hanno le chiavi del cancello. L'amministrazione comunale aveva lasciato intendere alcuni mesi fa che Sant'Orso avrebbe potuto essere aperto in via del tutto eccezionale e con orario limitato per le visite l'1 e il 2 novembre, invece niente,  nessuno ne ha più parlato.

Di fiori, per la verità, quest'anno se ne vedono di meno anche al cimitero di Aosta in viale Piccolo San Bernardo, colpa sicuramente della crisi che impone austerità e tagli anche alle famiglie colpite dai lutti: i crisantemi e gli addobbi floreali in questi giorni costano quasi il doppio del solito, la gente preferisce una visita, un ricordo e una preghiera, che non costano nulla.

Insomma, un Primo Novembre infreddolito e dimesso,  quello che si celebra oggi nel capoluogo regionale, e più in generale in tutta la Valle, se dobbiamo ritenere attendibili i dati diffusi sulle spese dai fiorai.

patrizio gabetti

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