“Attualmente, notevoli vincoli influenzano l'offerta di giochi, intrattenimento, servizi, ristorazione e ospitalità. La disponibilità di reception dell'hotel è ridotta del 50 percento, l'attività del centro congressi è sospesa e da qualche tempo i lavori nelle sale da gioco condizionano l’accesso dei clienti, oltre che il comfort di diversi locali”. Così il presidente della Regione Val d’Aosta, Augusto Rollandin, ha risposto in consiglio regionale all’interrogazione presentata dal vicepresidente del Consiglio Valle, Albert Chatrian, che sollecitava le valutazioni del governatore in merito all’andamento della Casa da gioco di Saint Vincent. “Questa situazione, prevista e non rimediabile, come dovrebbe essere facile intuire, condiziona pesantemente tutta l’attività aziendale e perdurerà fino almeno alla fine del 2013. Purtroppo dopo trent’anni non era più possibile procrastinare gli interventi sulle strutture per motivi di sicurezza (per evitare che alcuni locali non fossero più a norma di legge). Da un lato, può essere un vantaggio investire in un momento di crisi, dall’altro tutti gli interventi devono essere fatti contemporaneamente e, quindi, i disagi per la clientela sono certamente di notevole entità. I primi effetti, quindi i ritorni degli interventi programmati, si potranno vedere solo a partire dal 2014, ma non esistono oggi alternative percorribili, come non esistevano al momento in cui si è deciso di investire, se non compromettendo la continuità della gestione aziendale.
IL PARAGONE CON LE ALTRE CASE DA GIOCO - Nonostante quanto poco sopra evidenziato, l’andamento della casa da gioco, rispetto alla concorrenza, risulta essere di assoluto valore. Infatti, Casinò di Sanremo a parte, che al momento fa registrare una perdita leggermente superiore, le altre case da gioco, nel corrente anno, totalizzano andamenti dei fatturati simili. Questo significa che, anche se si trova condizionata da un grave gap logistico e strutturale, la nostra casa da gioco mette a segno risultati in linea con la concorrenza, aumentando addirittura la propria quota di mercato. Alla data del 30 settembre 2012 l’andamento del fatturato delle case da gioco italiane indicava una perdita media, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, pari al 19,7%, con un dato sul fatturato totale che è passato dai 312 milioni di euro del 2011, ai circa 251 di quest’anno. Alla data del 20 ottobre scorso la perdita di fatturato del nostro casinò era scesa sotto la media attestandosi al 19%.
LA SITUAZIONE DEL CASINO DI SAINT VINCENT - Nel corso dell’ultimo triennio, periodo nel quale sono stati adottati i primi significativi interventi del nuovo management, il casinò di Saint Vincent ha avuto una perdita pari al 17,4%, accumulata, in pratica, tutta nel 2012. Le case da gioco nostre concorrenti hanno avuto perdite circa pari al doppio: il Casinò di Campione -23,42% in euro e - 38,91% in franchi svizzeri, il Casinò di Sanremo -36,45% e quello di Venezia - 30,68%. Conseguentemente a ciò dopo 15 anni di pesanti e costanti perdite di quote di mercato le stesse sono ritornate a crescere a danno della concorrenza. La crisi economica, sommata alle varie modifiche intervenute sulle normative di riferimento e alla pressante concorrenza dei giochi di Stato, hanno provocato una naturale contrazione del mercato dei casinò allineandolo all’andamento fortemente negativo dell’economia che, come tutti sappiamo, sta provocando pesanti contrazioni dei consumi, per assurdo e in generale, di molto superiori rispetto al trend negativo registrato dalle case da gioco. Persino il gioco di Stato, quest’anno e per la prima volta nella sua recente storia, evidenzia una contrazione del volume di affari che potrebbe portare ad una diminuzione delle entrate erariali di quasi un miliardo di euro (ca. il 10%). Preme in questa sede ricordare che la Casino de la Vallée S.p.A. è l’unica società che gestisce un casinò italiano con un bilancio in utile negli ultimi 3 anni e uno stato patrimoniale e finanziario assolutamente sano. Il Casinò di Campione, a causa di una perdita pari a 40 milioni di euro nel 2011 e di una previsione di perdita pari a più di 50 milioni nel 2012, ha appena terminato una procedura di mobilità che genererà, come conseguenza immediata, un taglio dei salari in ragione del 30% circa. Il Comune di Venezia, a causa di forte indebitamento, pari a quasi 180 milioni, ha deciso di mettere in vendita la “gestione” della casa da gioco per traguardare un ripianamento dei debiti stessi. Il casinò di Sanremo ha accumulato debiti nei confronti del Comune di riferimento pari a quasi 15 milioni di euro e ha in programma pesanti interventi sui costi, anche del personale. Non bisogna infine dimenticare che la Casino de la Vallée S.p.A., a seguito del conferimento del complesso Grand Hotel Billia e Centro Congressi, ha anche assorbito le pesanti perdite della S.T.V. S.p.A., società che gestiva precedentemente l’azienda alberghiera. Certamente l’andamento generale dell’economia è fonte di grande preoccupazione perché la diminuzione dei consumi ha raggiunto livelli impensabili fino a pochi mesi fa, perché la crisi è strutturale e perdurante. Il nostro comune impegno deve essere quello di sostenere e agevolare la politica degli investimenti, che rappresenta l’unico strumento per garantire un futuro alla Casino de la Vallée S.p.A.. Questa situazione, peraltro comune a tutte le aziende italiane, deve essere gestita con grande attenzione, attraverso la razionalizzazione e migliore organizzazione di tutte le attività oltre che tramite un rigido controllo dei costi; su questo ultimo tema il management della Casino de la Vallée Spa concentra, come e più di prima, i propri sforzi verso un puntuale lavoro di adeguamento organizzativo mirato al recupero di efficienza, per allineare la struttura dei costi ai normali livelli di mercato con l’obiettivo, irrinunciabile, di assicurare adeguata profittabilità all’azienda. È bene ricordare che, proprio in relazione a quanto sopra evidenziato, il piano finanziario della Casino de la Vallée S.p.A. prevede perdite per l’anno corrente ed il prossimo, avendo adeguatamente recepito gli effetti prodotti dal perdurare della crisi economica ma, soprattutto, tenendo nella debita considerazione la ridotta e precaria capacità operativa in conseguenza del massiccio intervento di ristrutturazione programmato su tutta la proprietà. Una nota positiva va certamente evidenziata con riferimento al fatto che le attività di realizzazione del piano di sviluppo procedono nel pieno dei tempi programmati, con un’efficienza che raramente si riscontra in situazioni analoghe, per dimensioni dei cantieri aperti e della mole di investimenti affrontati, una situazione a dir poco unica per una casa da gioco. Ogni attività del piano aziendale e del piano di sviluppo è stata realizzata secondo le tempistiche previste e si spera che ciò possa continuare fino alla totale realizzazione di tutti gli interventi. Lo stesso si può dire dell’organizzazione interna, profondamente rivista e migliorata nell’ultimo triennio”. Quanto all’altro quesito posto da Chatrian, ossia se sono previste nuove azioni e quali per rilanciare l’attività di gioco, Rollandin ha spiegato: “Il progetto avviato, con investimenti pari a 70 milioni di euro, rappresenta, a mio parere, la risposta più concreta, anche la migliore rispetto al grave stato di abbandono nel quale versavano sia il casinò sia la struttura alberghiera. Di più è difficile immaginare. Tutte le aree del complesso Casinò – Grand Hotel Billia sono state e saranno oggetto di radicali interventi di rinnovamento: dall’organizzazione e formazione aziendale, alla continuativa ricerca di clientela abbinata ad una ritrovata aggressività commerciale, alla qualità dei servizi offerti, all’implementazione delle strutture informatiche, allo sviluppo del comparto dei giochi elettromeccanici, all’ampliamento del numero di eventi focalizzati sul gioco, con conseguenti maggiori investimenti in tema di ospitalità a favore della clientela. Grazie all’insieme delle succitate attività, fino all’inizio dei lavori, il nostro casinò ha risalito la china rispetto alla concorrenza, in modo assolutamente non prevedibile. Ora il rilancio vero delle attività di gioco, e non solo, oltre al recupero di ulteriori quote di mercato, potrà essere conseguito esclusivamente al termine dei lavori di ristrutturazione e compatibilmente con l’avvio di tutte le attività complementari al gioco, a cominciare dall’apertura dell’hotel a 5 stelle lusso, del centro congressi e del centro benessere. Il nuovo Resort, grazie anche ai rinnovati spazi di gioco, molto più eleganti e logisticamente adeguati, potrà finalmente tornare ad accogliere convenientemente quella clientela che oggi si rivolge ad altre strutture, soprattutto all’estero. Fino ad allora verrà profuso il massimo impegno nel gestire al meglio la situazione esistente, difendendo la quota di mercato guadagnata, cercando di limitare al massimo i disagi per la clientela ed ottimizzando la ricerca di nuovi giocatori con la prospettiva di fidelizzarli ulteriormente nel momento in cui potranno godere appieno del risultato prodotto dagli investimenti in corso. Proprio su questo ultimo punto, ultimamente, sono state attivate nuove collaborazioni per la ricerca di clientela e implementate nuove attività marketing le quali, purtroppo, si scontrano con una situazione economica gravissima, la peggiore dal dopoguerra ad oggi. Allo stesso tempo, sempre sul fronte commerciale, sono stati già implementati programmi di ricerca di clienti appassionati di gioco e di turisti da attrarre più, in generale, nel Resort traguardando quella diversificazione delle attività che rappresenta certamente l’imperativo da seguire nei prossimi anni. Sono anche stati avviati importanti contatti con i mercati di maggiore potenziale, non solo turistico, come Cina e Russia. Con riscontri positivi è stata anche riavviata l’attività di vendita del Centro Congressi, in preparazione della prossima apertura prevista a fine anno. Resta ovviamente inteso che, al momento, ci troviamo ancora nella fase di definizione dei piani vendita del Resort che potranno generare i primi effetti solo ad ultimazione di tutti i lavori di restyling programmati, quindi a partire dal 2014”.
LA REPLICA DI CHATRIAN - Il vicepresidente Chatrian ha, quindi, replicato che “è difficile in poco tempo affrontare i risultati della casa da gioco. In questo anno il nostro gruppo ha portato l’argomento in quest’aula perché molto preoccupato per i risultati negativi. I primi nove mesi sono terminati e la nostra preoccupazione si è concretizzata. La situazione è gravissima. Non siamo i migliori tra i casinò e i cali nei primi nove mesi sono del 20 per cento, alla faccia della maglia rosa. Sono a rischio i posti di lavoro. Il Presidente ci ha parlato di lavori e di investimenti, ma per andare dove e con quale disegno. Dovete rivedere la riorganizzazione e si è consolidato il trend palesemente negativo. Affrontiamo piuttosto i problemi contrattuali, organizzativi e di governance e non guardiamo in casa d’altri. Ci aspettavamo una risposta chiara e determinata invece si vive alla giornata, ‘bluffando’ e fingendo che il problema non esiste”.





