La legge di stabilità contiene provvedimenti che stanno facendo discutere e preoccupare tutti gli italiani. Il professor Orlando Formica, Garante del contribuente della Valle d'Aosta e Presidente del Tavolo tributario valdostano, interviene nel dibattito proponendo una ricetta per curare i mali dell’economica.
Professor Formica, riesce a descrivere con parole semplici l'attuale legge di stabilità?
“L’ultima manovra del Governo Monti, all’esame del Parlamento, mira a garantire alle casse dello Stato un gettito di 1,1 miliardi di euro. I provvedimenti della legge di stabilità hanno una filosofia che io condivido: colpire meno le 'persone' per gravare di più sulle 'cose'. Le imposte dirette, come l’ Irpef, colpiscono la ricchezza in quanto c'è; quali le retribuzioni. Mentre quelle indirette, e cioè l’Iva, colpiscono la ricchezza quando viene consumata o trasferita. Per me, è più equo un sistema tributario che lascia alle persone una maggiore disponibilità di risorse frutto del proprio lavoro e che colpisce di più la ricchezza in movimento, che è indice di una disponibilità a spendere”.
Ma la legge di stabilità taglia l’Ipef e aumenta l’Iva. Quindi…
“Il provvedimento, ora in discussione al Parlamento, riduce le aliquote Irpef alle fasce più basse di reddito, lasciando quindi in tasca al cittadino un maggior reddito spendibile. Nel contempo, però, c'è un aumento dell'Iva che purtroppo andrà a incidere negativamente sui consumi mettendo così in difficoltà i settori del commercio e della distribuzione”.
E quindi professore…
“E' un po' il discorso del 'cane che si morde la coda': le risorse del bilancio dello Stato sono poche e bisogna reperirle colpendo la capacità contributiva dei cittadini”.
E per quanto riguarda la Delega di riforma fiscale anch’essa all’esame del Parlamento?
“Qui siamo in presenza del nuovo fisco che mira a creare più equità e più trasparenza ed è orientato alla crescita dell'economia, tanto attesa dalle categorie economiche per essere maggiormente competitive. Tre sono i pilastri sui quali poggia: il primo è la casa, ovverossia il catasto, e tende ad attualizzare i vecchi valori fiscali e allinearli così a quelli di mercato. Il secondo pilastro è l'Irap, cioè la revisione della tassazione che colpisce le piccole imprese e i professionisti. L’obiettivo è fare chiarezza sulla autonoma organizzazione. Questo tributo è fortemente contestato dai contribuenti che si ritengono doppiamente tassati sulla propria ricchezza e su questa problematica ho già avuto modo di sentenziare in qualità di Giudice tributario. Il terzo pilastro, è il regime di agevolazioni per le imprese che è un passaggio fondamentale della riforma”.
Tornando alla legge di stabilità, c'è una forte contestazione sulla retroattività delle deduzioni e delle detrazioni, che ne pensa?
“Come Garante mi sento di riaffermare con forza lo spirito dello Statuto del contribuente, violato purtroppo frequentemente anche in passato. Il rigore è necessario ma senza derogare sistematicamente ai diritti dei cittadini contribuenti che vanno sempre salvaguardati in uno Stato di diritto”.
Se fosse Lei al Governo che farebbe?
“Al momento al potere non ci sono formiche ma grilli e monti. Ma al di là delle battute, mi immedesimo nelle difficoltà e nelle problematiche del ministro Grilli, il quale deve invertire una rotta e la cultura del tanto paga pantalone, cioè i cittadini contribuenti che lavorano, producono, risparmiano e investono”.
Ma ai cittadini-contribuenti cosa consiglia?
“Penso che tutti noi, politici compresi, dobbiamo capire che il risanamento è l’interesse vitale dell’intera comunità. L’eccessiva spesa pubblica, infatti, la stiamo pagando mettendoci le mani in tasca e senza dare prospettive certe ai nostri giovani e sicurezze agli anziani”.





