Un numero consistente di gestori, in quanto proprietari di apparecchi da intrattenimento, si sono infatti visti liquidare i propri rapporti bancari. La cosa potrebbe riguardare in futuro anche altri soggetti della filiera. Per Federgioco è una decisione che gli istituti di credito hanno motivato adducendo che l’attività svolta dal cliente nel mercato dei giochi, sebbene esercitato come servizio a un concessionario di Stato, contrasta con il codice etico della banca.
Boicottare la legalità, infatti, non ha mai sortito alcun esito di elevazione etica, né ha mai contributo al miglioramento delle condizioni civili e morali del Paese.






