La disdetta unilaterale del contratto integrativo aziendale, dopo mesi di contestazioni disciplinari e decisioni imposte senza confronto, non è un incidente di percorso: è la scelta di scaricare il costo di una crisi industriale su chi, ogni giorno, mette al lavoro la propria vita per tenere in piedi l'azienda.
Quando la contrattazione viene smontata pezzo per pezzo, non si "razionalizzano i costi": si spacca la forza collettiva di chi lavora, si isolano le persone una a una, si rende ciascuno più debole e più ricattabile davanti all'azienda.
È esattamente questo il meccanismo che va respinto, prima ancora delle singole clausole in discussione: un sistema di relazioni industriali costruito in trent'anni non si cancella con un atto unilaterale e i diritti conquistati non sono merce di scambio nei momenti di difficoltà del mercato.
La Valle d'Aosta non può permettersi che la sua principale realtà industriale affronti la crisi indebolendo chi ci lavora, invece che costruendo, con investimenti e visione, un futuro produttivo sano e credibile.
Le relazioni industriali fondate sul rispetto reciproco non sono un ostacolo alla competitività: sono la condizione affinché la competitività non si traduca in macerie sociali.
ADU VdA sarà al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, martedì 7 luglio, davanti alla Direzione di via Paravera.
Difendere il contratto integrativo significa difendere la dignità del lavoro e il futuro di un pezzo fondamentale dell'economia valdostana.