C’erano gli alpini di ieri, quelli che custodiscono nella memoria il peso dello zaino, il freddo delle montagne e il senso di appartenenza a un Corpo che è parte della storia d’Italia. Ma c’erano soprattutto gli alpini di domani, giovani poco più che ventenni che hanno sfilato con fierezza tra gli applausi della 97ª Adunata Nazionale degli Alpini di Genova. Un passaggio simbolico e potente, nel quale il Centro Addestramento Alpino di Aosta ha assunto ancora una volta un ruolo centrale.
Tra le migliaia di Penne Nere che hanno invaso festosamente il capoluogo ligure, spiccava infatti la presenza dei 52 aspiranti alpini del corso “Monte Marrone III”, i più giovani tra coloro che hanno preso parte attivamente alla grande sfilata finale. Volti giovani, passo deciso e quello spirito alpino che continua a rinnovarsi generazione dopo generazione.
41^ Compagnia
Il Centro Addestramento Alpino dell’Esercito, autentica eccellenza valdostana e riferimento nazionale per la formazione in ambiente montano, ha mostrato a Genova non soltanto la qualità dell’addestramento militare, ma soprattutto la continuità di valori che lega il passato al futuro delle Truppe Alpine. Un’eredità morale prima ancora che operativa.
Alla sfilata erano presenti importanti autorità istituzionali e militari, tra cui il Presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana, il Comandante delle Forze Operative Terrestri Generale di Corpo d’Armata Lorenzo D'Addario e il Comandante delle Truppe Alpine Generale di Divisione Alberto Vezzoli. Presente anche il Labaro dell’Associazione Nazionale Alpini, impreziosito dalle 209 Medaglie d’Oro al Valor Militare individuali conferite nella storia del Corpo: simbolo di sacrificio, coraggio e memoria collettiva.
Per questi ragazzi il percorso è appena iniziato. Il programma di formazione unisce addestramento individuale al combattimento, preparazione fisica e corsi basici di alpinismo sulle montagne valdostane. Un addestramento duro, selettivo, ma profondamente identitario. Al termine delle 12 settimane del Modulo Integrato delle Truppe Alpine, i frequentatori che supereranno il corso riceveranno il cappello alpino direttamente dalle mani di un socio dell’Associazione Nazionale Alpini. Un gesto semplice ma dal valore enorme: il momento in cui si entra davvero nella famiglia alpina.
A rendere ancora più significativa la presenza valdostana è stata anche la partecipazione della compagnia “I Lupi” della Scuola Militare di Aosta, impegnata nella formazione tecnica e professionale dei futuri sottufficiali destinati alle Truppe Alpine. Un segnale concreto di come Aosta continui a essere uno dei pilastri strategici dell’Esercito italiano per tutto ciò che riguarda la montagna, l’addestramento e le operazioni in ambiente estremo.
Nei giorni precedenti alla sfilata, il Centro Addestramento Alpino è stato inoltre protagonista all’interno della “Cittadella degli Alpini”, grande spazio espositivo allestito nei Giardini di Brignole. Qui il Comando Truppe Alpine ha voluto mostrare al pubblico, soprattutto ai più giovani, il volto moderno delle Penne Nere: professionalità, competenze tecniche, preparazione sportiva e capacità operative.
A chiudere idealmente il cerchio è stata la sfilata della Sezione ANA Valle d’Aosta. I “veci” accanto ai giovani in armi del “Monte Marrone III”: immagini che raccontano più di mille parole. Perché gli alpini non sono soltanto una specialità militare. Sono una comunità, una tradizione viva che continua a camminare nel tempo senza perdere la propria anima.
E in quella lunga giornata genovese, tra applausi, tricolori e cappelli con la penna nera, il Centro Addestramento Alpino di Aosta ha dimostrato ancora una volta di essere molto più di una scuola militare: è il luogo dove nasce il futuro delle Truppe Alpine italiane.