ATTUALITÀ - 20 aprile 2026, 14:59

Velivolo precipitato a Champorcher: non era un ultraleggero come detto in un primo momento

Dopo l’incidente aereo del 19 aprile a Champorcher, arriva la precisazione dell’Aeroclub Corrado Gex: il mezzo coinvolto non era un ultraleggero ma un velivolo di aviazione generale. Intanto il pilota, soccorso in elicottero, è stato trasportato in ospedale

Claudio Varisellaz

Non era un ultraleggero il velivolo precipitato nel pomeriggio di domenica 19 aprile nel territorio comunale di Champorcher. A chiarirlo è l’Aeroclub Corrado Gex, che con una nota ufficiale interviene per correggere una definizione ritenuta imprecisa e potenzialmente fuorviante, comparsa nelle prime ricostruzioni giornalistiche.

L’incidente si è verificato poco dopo le 16:30, in una zona impervia situata circa 300 metri a monte della partenza degli impianti a fune. Il pilota, un uomo di 31 anni partito da Biella, è riuscito a uscire autonomamente dall’abitacolo dopo l’impatto e, mantenendo lucidità, ha contattato la Centrale Unica del Soccorso della Valle d’Aosta, lanciando l’allarme.

Per raggiungere rapidamente il luogo dello schianto è stato necessario l’intervento dell’elicottero, con a bordo tecnici del Soccorso Alpino Valdostano e personale sanitario. Dopo le prime valutazioni sul posto, il ferito è stato trasportato al Pronto Soccorso per gli accertamenti diagnostici e le cure del caso. Le sue condizioni non sono state rese note nel dettaglio, ma la dinamica dei soccorsi lascia presumere un quadro non critico.

A distanza di poche ore, però, l’attenzione si è spostata anche sulla corretta classificazione del velivolo coinvolto. Nella comunicazione firmata dal presidente Claudio Varisellaz, l’aeroclub sottolinea come il mezzo non rientri nella categoria degli ultraleggeri, bensì in quella dell’aviazione generale.

«Ci dispiace constatare che tutte le testate giornalistiche locali hanno riportato la notizia definendo “ultraleggero” il velivolo coinvolto, quando in realtà si tratta di un velivolo di aviazione generale», evidenzia Varisellaz.

Una distinzione tutt’altro che formale. «La categoria degli ultraleggeri è disciplinata da normative precise e riguarda velivoli mono o biposto con peso massimo al decollo fino a 600 chilogrammi», precisa il presidente, sottolineando come esistano anche differenze evidenti nelle marche di registrazione, alfabetiche per l’aviazione generale e numeriche per gli ultraleggeri.

Da qui la richiesta di maggiore attenzione: «Essendo noi un aeroclub e una scuola di volo con soli velivoli ultraleggeri, non vorremmo essere vittima della cattiva pubblicità derivante da incidenti come quello appena avvenuto».

L’Aeroclub Corrado Gex si dice infine disponibile a fornire chiarimenti anche in futuro: «Siamo a completa disposizione per dispensare chiarimenti sulla materia aeronautica, qualora ve ne fosse necessità».

Resta ora da chiarire la dinamica dell’incidente. Saranno gli accertamenti tecnici delle autorità competenti a stabilire le cause che hanno portato alla perdita di controllo del velivolo. Nel frattempo, la vicenda si arricchisce di un elemento ulteriore: quello della precisione terminologica, che in ambito aeronautico non è solo una questione tecnica, ma anche di responsabilità informativa.

je.fe.