ECONOMIA - 19 febbraio 2026, 14:01

Lavoro: Valle d’Aosta in crescita ma imprese a caccia di competenze

A gennaio 2026 previste 1.390 assunzioni in Valle d’Aosta, ma oltre un’impresa su due fatica a trovare personale. Roberto Sapia: «Sistema economico vitale, ma senza competenze rischiamo di frenare la crescita»

«I dati Excelsior confermano la vitalità del sistema economico valdostano, ma evidenziano anche una sfida centrale per le imprese del nostro territorio: la difficoltà di reperire competenze e personale disponibile». È da questa considerazione del presidente della Chambre, Roberto Sapia, che si può leggere il quadro del mercato del lavoro regionale all’inizio del 2026: una Valle d’Aosta che cresce, trainata dal turismo invernale, ma che deve fare i conti con una carenza strutturale di candidati.

Il Bollettino del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e ANPAL relativo a gennaio 2026 fotografa un mese dinamico: 1.390 entrate previste, 140 in più rispetto a gennaio 2025. Un dato positivo, che si inserisce in un contesto più ampio di 158.300 assunzioni programmate nel Nord Ovest e circa 527.000 a livello nazionale. Eppure la struttura della domanda valdostana si distingue dal resto del Paese.

Solo il 13% delle entrate previste riguarda dirigenti, specialisti e tecnici, contro una media nazionale del 23%. La richiesta si concentra quindi soprattutto su figure operative, coerenti con una economia fortemente orientata ai servizi e alla stagionalità. Un modello che funziona nei periodi di picco, ma che mostra limiti quando si parla di crescita qualitativa e innovazione.

Il nodo principale resta la difficoltà di reperimento: nel 52,9% dei casi le imprese segnalano problemi nel trovare il candidato adeguato. Più di un’assunzione su due presenta criticità. Nel dettaglio, il 38,7% delle difficoltà è legato alla mancanza numerica di candidati disponibili, mentre il 10,2% riguarda una preparazione ritenuta inadeguata. Non tanto, dunque, un deficit di competenze in senso stretto, quanto una carenza di persone disposte o presenti sul mercato del lavoro regionale.

Le conseguenze sono concrete: riorganizzazione dei turni, servizi ridimensionati, investimenti rinviati. Per un territorio piccolo e competitivo come la Valle d’Aosta, l’incontro tra domanda e offerta di lavoro diventa uno snodo strategico, non solo occupazionale ma anche di sviluppo.

Il terziario assorbe l’81% delle entrate previste, confermando il ruolo dominante dei servizi nell’economia regionale. In particolare, alloggio, ristorazione e servizi turistici concentrano da soli il 42% della domanda complessiva, pari a 590 assunzioni nel mese. Il legame con la stagione invernale è evidente e dimostra quanto il mercato del lavoro valdostano sia ancora fortemente ancorato ai flussi turistici.

L’industria programma 200 entrate, il 14% del totale, un dato inferiore rispetto alle regioni limitrofe più industrializzate e coerente con la struttura produttiva locale. Una fotografia che conferma un sistema economico sbilanciato sui servizi e meno orientato verso profili ad alta specializzazione tecnica.

Anche la tipologia contrattuale riflette la stagionalità: solo il 18% delle assunzioni previste sarà stabile, mentre l’82% avrà carattere a termine. Una dinamica che garantisce flessibilità alle imprese ma alimenta instabilità per i lavoratori, soprattutto per i più giovani.

Resta elevata anche la richiesta di lavoratori immigrati, pari al 25% delle entrate previste, segno di una crescente dipendenza di diversi comparti operativi dalla manodopera straniera, in particolare nei servizi e nella ristorazione. In molti casi, la continuità dell’offerta turistica passa proprio attraverso questo contributo.

Le opportunità per gli under 30 rappresentano il 27% delle assunzioni complessive, un dato che conferma l’apertura verso le nuove generazioni ma che si concentra prevalentemente nei settori a maggiore rotazione del personale.

«È fondamentale rafforzare il collegamento tra scuola, formazione e sistema produttivo, orientando meglio i giovani verso le professionalità maggiormente richieste e sostenendo percorsi di aggiornamento e riqualificazione delle competenze anche per chi è già inserito nel mondo del lavoro», sottolinea ancora Sapia (nella foto). E conclude: «Dobbiamo lavorare per rendere la Valle d’Aosta sempre più attrattiva per lavoratori e professionisti, aiutando le imprese a trovare le risorse umane necessarie per consolidare e ampliare le proprie attività».

La fotografia che emerge è dunque quella di una regione dinamica ma fragile: capace di generare occupazione, soprattutto nei servizi, ma ancora alla ricerca di un equilibrio tra quantità e qualità del lavoro. La crescita c’è, ma per trasformarla in sviluppo duraturo serviranno politiche mirate, formazione mirata e una strategia capace di rendere il territorio competitivo non solo per i turisti, ma anche per chi sceglie di lavorarci e viverci tutto l’anno.

pi.mi.