CRONACA - 08 maggio 2025, 10:39

Sgombero neve sui colli del Piccolo e Gran San Bernardo (Video)

Le turbine fresaneve dell’Anas scavano varchi tra le pareti bianche: la riapertura è prevista tra fine maggio e inizio giugno. Ma la montagna non dà mai appuntamento certo

La neve se ne sta lì, ostinata, come un vecchio che non vuole lasciare la panchina. Non fa rumore, ma blocca tutto. E allora, come ogni primavera, tocca a loro: uomini e turbine, lame d’acciaio e fresaneve, catene che mordono l’asfalto.

Da metà aprile l’Anas è tornata sui fronti alti della Valle d’Aosta. Due i campi base: La Thuile, dove si sale verso Les Suches e il Piccolo San Bernardo, e Saint-Rhémy-en-Bosses, sulla statale 27 che risale al Gran San Bernardo, fino ai 2400 metri del confine svizzero.

Il lavoro non è per impiegati del week-end. È per chi sa aspettare e sa leggere i segni della neve. Si sgombera come si scrive un libro, pagina dopo pagina. Ogni metro conquistato è una storia da raccontare. E non sempre la neve lascia raccontare tutto.

Quattro chilometri al Piccolo, sette e mezzo al Gran: su quei tornanti l’aria sa ancora di gelo e i muri bianchi arrivano a coprire le cabine. Ma piano piano la carreggiata riappare, come un filo nero cucito nella stoffa dell’inverno. Si rimontano le barriere, si raddrizzano i cartelli, si saluta l’ultima valanga. Il passo è aperto quando lo dice la montagna, non il calendario.

Il bollettino ufficiale dice che si punta a fine maggio, primi di giugno. Ma chi conosce queste cime sa che il Piccolo e il Gran San Bernardo si lasciano corteggiare a lungo. Poi, un mattino, si arrendono. E allora la strada torna a essere confine, scambio, passaggio. Torna a parlare tre lingue, come i suoi valichi. E anche la neve, infine, tace.

pi/anfi