Di dati l’azienda non ne fornisce. Con la gestione Sommo-Scordato la censura sull’attività della casa da gioco è seconda solo a quella dell’Ior ai tempi di Paul Marcinkus. Ma le notizie filtrano come i fondi del the nero e dicono che per il casinò di Saint Vincent chiuderà gennaio 2016 come la banca Etruria. Vale a dire una considerevole perdita rispetto al mese di gennaio 2015.
(nella foto Gianfranco Scordato)
Come si vede è un saliscendi continuo: bene il primo semestre, male il secondo; male il primo semestre bene il secondo. Ma il risultato non cambia. Anzi, lentamente ma inesorabilmente gli incassi scendono. E così sarà anche quest’anno.
I nostri politici, che hanno tutti i dati in anteprima, dovrebbero usarli per analizzare la situazione e non già per metterli in archivio. Certo è necessario saperli leggere. Ma forse non è da tutti. Leggendoli correttamente, però, si possono avere utili indicazioni per interevenire dove serve. Ma per intervenire bisogna sapere cosa fa chi. E chi fa cosa a Saint Vincent è difficile dirlo con un Presidente che è come un pesce fuor d’acqua e un Direttore generale che oltre alla tanta buona volontà non è mandrake per portesi occupare e a sapere di tutto.
Saint Vincent ha bisogno di stabilità e sostenibilità, ma soprattutto di imprenditorialità e di una normalità che non si riesce a vedere. Fare gli imprenditori con i soldi della Regione è facile. Quando Saint Vincent era il primo casinò d’Europa erano le roulette che versavano i soldi alla Regione, mentre oggi è la Regione che si dissangua per mantenere in piedi un carrozzone che non produce nulla e che, nella sostanza, è un ammortizzatore sociale di lusso per tanti dipendenti.
Per questo urge mettere in campo una task force, non di politichini, ma formata da professionalità, capacità ed esperienze valdostane in grado di leggere i dati, analizzarli, individuare le criticità e individuare le soluzione. Il casinò è un’azienda particolare che non po’ essere gestita da un uomo solo.
(nella foro Lorenzo Sommo)
Nonostante i ripetuti interventi e mutamenti dei vertici societari abbiamo di fronte è ancora oggi un casinò avvolto dalle incertezze e immerso nel rosso di bilanci. I politichini continuano a ricordarsi del casinò solo per ragioni tutt’altro che nobili, o quando sono alla ricerca di consensi elettorali.
La Casinò S.p.A., società controllata dal Comune di Sanremo, ricerca un’alta professionalità per il supporto al presidio della struttura di vertice dell’area dei giochi lavorati presso il Casinò di Sanremo. Ha bandito un concorso e richiede una significativa esperienza maturata in posizioni di vertice nell’area dei giochi lavorati all’interno di Casinò di rilevanti dimensioni, preferibilmente italiani. Da noi le nomine si fanno tra amici degli amici.
Eppure in Valle personaggi con grande esperienza e con risultati invidiabili ci sono. Ma è meglio lasciarli fuori dalla porta perché non si fanno condizionare.
È dimostrato, ed politichini dovrebbero prenderne atto, che il confronto di periodi tropo brevi rispetto ai corrispettivi periodi dell’anno precedente genera confusione porta ad errate e affrettate conclusioni. Mentre l’ elaborazione dei dati, poco di moda nel nostro casinò, dovrebbe essere una pratica che contribuisce ad individuare le criticità e non solo per dire siamo andati meglio o peggio. Perché comunque vada, con questa situazione, si andrà sempre peggio e la Regione continuerà a concedere finanziamenti e mutui con i soldi dei valdostani tutti.