ATTUALITÀ - 08 novembre 2026, 08:00

Colletta alimentare, il 14 novembre in Valle d’Aosta cento supermercati mobilitati per aiutare 2.500 persone

Torna la Giornata nazionale della Colletta alimentare, che quest’anno celebra la sua trentesima edizione. In Valle d’Aosta saranno circa 100 i punti vendita coinvolti. Il Banco Alimentare sostiene attualmente 2.500 persone attraverso 34 enti caritativi. Nel 2025 raccolte quasi 40 tonnellate di alimenti. Per l’occasione Porta Praetoria sarà illuminata di arancione nelle serate del 13 e 14 novembre

Manca una settimana a uno degli appuntamenti più importanti della solidarietà in Valle d’Aosta. Sabato 14 novembre torna la Colletta alimentare, giunta alla sua 30ª edizione, un'iniziativa che ogni anno mette in movimento volontari, supermercati e cittadini con un obiettivo concreto: raccogliere generi alimentari a lunga conservazione da destinare alle famiglie e alle persone che attraversano momenti di difficoltà.

In Valle d’Aosta saranno circa 100 i punti vendita che aderiranno alla giornata. Un’occasione per trasformare anche una piccola spesa in un gesto di attenzione verso chi ha più bisogno. Basterà acquistare e donare alcuni prodotti alimentari non deperibili, affidandoli ai volontari presenti nei supermercati.

I numeri raccontano quanto questa rete di solidarietà sia diventata importante per il territorio. Attualmente il Banco Alimentare sostiene a livello regionale 2.500 persone, attraverso 34 enti caritativi convenzionati. Un'attività che non si esaurisce nella giornata della Colletta, ma prosegue durante tutto l’anno, garantendo un aiuto concreto a chi si trova in condizioni di fragilità economica e sociale.

«Dietro ogni alimento raccolto c’è molto più di una donazione: c’è l’attenzione di una comunità verso le persone che stanno vivendo un momento difficile», sottolinea Marinella Ciarlo, presidente del Banco Alimentare della Valle d’Aosta. «La Colletta è un gesto semplice, alla portata di tutti, ma capace di generare una rete di solidarietà che continua ben oltre la singola giornata. Anche un piccolo contributo può fare la differenza nella vita di qualcuno».

Lo scorso anno, in occasione della Colletta alimentare, in Valle d’Aosta sono state raccolte quasi 40 tonnellate di cibo. Un risultato significativo, che testimonia la sensibilità e la partecipazione dei valdostani, ma anche il lavoro di una rete di volontari che rende possibile la raccolta, la gestione e la distribuzione delle derrate.

In questi giorni i volontari sono già impegnati nella preparazione del magazzino di Saint-Christophe, dove gli alimenti raccolti saranno accolti, sistemati e stoccati sugli scaffali prima di essere destinati agli enti convenzionati. Un lavoro spesso lontano dai riflettori, ma fondamentale per trasformare la generosità dei cittadini in un aiuto effettivo e organizzato.

Per promuovere l'iniziativa, alcuni volontari hanno anche partecipato alla realizzazione di un video, con l'invito a diffonderlo il più possibile per sensibilizzare la popolazione e coinvolgere nuovi partecipanti. Un messaggio che si rivolge in particolare a chi non ha mai preso parte alla Colletta e che quest’anno assume un significato ancora più forte, considerato il traguardo dei trent’anni.

La ricorrenza avrà anche una particolare visibilità istituzionale. La Giunta regionale ha infatti inserito la Colletta alimentare tra le iniziative di sensibilizzazione sostenute dall’amministrazione, disponendo l’illuminazione in arancione di Porta Praetoria, ad Aosta, nelle serate del 13 e 14 novembre. Un segnale simbolico con cui la Regione intende richiamare l’attenzione sul valore della solidarietà e sulla necessità di non lasciare sole le persone in difficoltà.

La trentesima edizione si inserisce inoltre nel percorso nazionale della Fondazione Banco Alimentare ETS, che quest’anno ha scelto di accompagnare l'appuntamento con il messaggio «Gesti che costruiscono Pace». Il lancio nazionale si è svolto ad Assisi, luogo simbolo di fraternità e dialogo, in un anno particolarmente significativo per le celebrazioni dell'ottavo centenario della morte di San Francesco.

Il presidente della Fondazione Banco Alimentare ETS, Marco Piuri, ha richiamato il significato più profondo dell'iniziativa: «La Pace non è soltanto assenza di conflitti, ma anche il modo in cui scegliamo di stare dentro la realtà e di prenderci cura degli altri». Un concetto che trova nella Colletta una traduzione concreta: donare un alimento, dedicare qualche ora del proprio tempo e accorgersi di chi vive una condizione di bisogno, anche senza conoscerlo direttamente.

L'obiettivo nazionale è coinvolgere soprattutto le nuove generazioni. Nel 2025 sono stati oltre 160.000 i volontari impegnati nei circa 12.000 supermercati aderenti in tutta Italia. Per il trentennale, il Banco Alimentare rinnova quindi l'appello a chi non ha mai partecipato, invitando anche i giovani a sperimentare direttamente il valore della gratuità e della condivisione.

La testimonianza di Davide Simone Cavallo, giovane vittima di un grave episodio di violenza e protagonista di un lungo percorso di ospedalizzazione e riabilitazione, accompagna questo messaggio. Dopo aver scelto di perdonare i propri aggressori, Cavallo ha raccontato quanto sia stato importante l'aiuto ricevuto, anche attraverso il cibo preparato da persone sconosciute durante la permanenza in ospedale. «Se adesso mi sento in forze è perché c’è stato uno sconosciuto che giorno per giorno ha cucinato per me o si è procurato gli ingredienti», ha spiegato, ricordando il valore di una solidarietà che spesso si manifesta attraverso gesti quotidiani e silenziosi.

È proprio questa la dimensione che la Colletta alimentare intende valorizzare: non soltanto una giornata di raccolta, ma un'occasione per riscoprire il senso della responsabilità collettiva. In Valle d'Aosta, dove 2.500 persone ricevono già il sostegno del Banco Alimentare, l'appuntamento del 14 novembre rappresenta dunque un'occasione concreta per rafforzare una rete che unisce istituzioni, volontariato, associazioni e cittadini.

Trent'anni dopo la sua nascita, il messaggio resta semplice: la solidarietà non richiede necessariamente grandi gesti. A volte basta aggiungere qualcosa alla propria spesa per contribuire a migliorare la giornata, e forse la vita, di un'altra persona.

pi.mi.